Manovra economica, Berlusconi: le reazioni della settimana

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“La manovra è migliorabile -ha dichiarato il premier Silvio Berlusconi- se durante il percorso parlamentare emergono delle nuove idee che siano migliorative dei provvedimenti, e senza distinzioni sulla fonte dalla quale provengono”.  Consapevole delle dure reazioni succedute al decreto, Berlusconi spera di evitare di porre la fiducia sulla manovra. Spiega ai cronisti “Mi attendo un comportamento responsabile da tutte le forze politiche”. Anche della maggioranza? “Sì, certamente sì, ma la maggioranza sarà responsabile, è normale che ciascuno cerchi di portare avanti proposte personali, ma quando chiederemo la disciplina di partito il risultato sarà l’unanimità”. Non è altrettanto ottimista il leader della Lega Nord, Umberto Bossi che al comizio di Ferragosto a Ponte di Legno, lapidariamente afferma “è arrivata la fine dell’Italia, questa è la verità”. Quanto alla proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, di tendere all’azzeramento dei tagli agli enti locali nella manovra “mi sembra giusto, ma non al punto di attirare le ire della Bce, che ci deve comprare ancora i titoli di Stato”. E riguardo ai suoi il senatur incalza: “C’è anche gente nostra che ragiona come i terroni, che pensano che lo Stato debba dare qualcosa. Ma lo Stato non ci deve dare niente, è sufficiente che ci dia la libertà e poi ce la facciamo con le nostre capacità”. E ancora: “L’assistenzialismo è una rovina sempre, non va bene né al nord né al sud”. Forse funziona così lungo le rive del Po, ma la situazione nel resto dell’Italia è drammatica. Il welfare è diventato un lusso che non ci possiamo permettere, i tagli che ogni anno vengono puntualmente effettuati sono come la morsa letale di un boa attorno il nostro collo. In alcun zone del mezzogiorno la disoccupazione generale è al 40% e le cooperative sociali a rischio fallimento sono centinaia, e altrettante le persone che rischiano di perdere il lavoro. Regioni, comuni e asl non sono più in grado di pagare per i servizi che forniscono. Coloro che da anni si fanno carico del pesante e minaccioso fardello del disagio sociale, attendono i soldi. Le cooperative sociali, in particolare al Sud, svolgono un’importante opera di prevenzione della devianza e della criminalità, senza il loro contributo questo sistema è destinato a fallire. Questo, sapendo che la camorra recluta proprio là dove lo Stato non arriva o abbandona. Al Sud, e non solo, le famiglie italiane sono allo stremo e il cuscinetto sociale si fa sempre più scomodo e sottile.

Tornando alle riflessioni del premier, sarà una settimana ricca di contrapposizioni, in vista dell’avvio del dibattito in Senato previsto per il 22 agosto. I temi all’ordine del giorno, del resto, sono molti: pensioni, tagli ai Comuni, sicurezza, scuola, sanità, costi della politica, super-Irpef per i redditi alti e Iva. È tutto un distinguere, proporre modifiche, rispedire al mittente misure, a partire da fronde e gruppi che si moltiplicano all’interno della maggioranza che dovrebbe votarla. “Silvio, fermati!” implora la prima pagina di Libero, interpretando un certo sentire all’interno del centrodestra. “La sovrattassa è una misura opinabile e per certi versi contraddittoria – ragiona il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi – e siamo aperti alla discussione”. Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, mette il contributo di solidarietà in cima alla lista delle cose da cambiare, per Roberto Formigoni “così il Pdl perde la sua identità”. Un centrodestra ricco di personaggi pirandelliani in cerca di autore.