Manovra economica bis 2011: le proposte della settimana

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Una manovra “iniqua e penalizzante per il Paese”. Questa la contestazione al centro delle polemiche di Regioni ed enti locali, in occasione dell’audizione davanti alle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato. Sindaci, presidenti di Provincia e di Regione l’hanno attaccata senza mezzi termini e sotto ogni punto di vista. Il direttivo dell’Anci ha chiesto un incontro con Silvio Berlusconi e invitato gli amministratori locali a partecipare alla manifestazione a Milano il 29 agosto. Domani alle 14 invece, a Roma, davanti alla Camera, manifestazione indetta dall’Anpci, l’Associazione nazionale piccoli Comuni. Confindustria, con il direttore generale Giampaolo Galli, chiede – in audizione al Senato – di “agire rapidamente per ristabilire la fiducia dei mercati nell’Italia”, migliorando la manovra “per renderla più credibile e per rafforzare le misure a sostegno della crescita”. Intanto dal folcloristico palco del meeting di Cl a Rimini, Roberto Calderoli ribadisce la chiusura del Carroccio sulle pensioni di anzianità e sull’accelerazione della parificazione dell’età tra uomini e donne, il no a aumenti dell’iva sui beni di lusso, il fastidio per il contributo di solidarietà. E annuncia la proposta di una tassa sull’evasione e se avrà il via libera del Pdl potrà cancellare il contributo di solidarietà sui redditi oltre i 90 mila euro.

La componente ‘frondista’ del Pdl propone al governo una modifica alla manovra che prevede una razionalizzazione delle spese della pubblica amministrazione a partire dagli organici. Secondo i calcoli, dovrebbe portare a regime ad una riduzione della spesa della p.a. del 25%. Da Confindustria, No anche al contributo di solidarietà, “profondamente ingiusto”. Robin tax e contributo sono “storture della manovra” che si possono “correggere” lasciando invariati i saldi della manovra senza peggiorarne l’effetto depressivo, meglio un’imposta sui grandi patrimoni immobiliari. Insomma anche questa settimana è stata fatto il pieno delle proposte. Ognuno propone la sua ricetta, un pò come alla prova del cuoco dalla Clerici davanti gli sguardi basiti delgi italiani, sempre più spettatori e meno cittadini. Proposte tante, spesso in contrasto tra loro, e riforme zero. Il riformismo è la sola cosa di cui necessita un paese che arranca in modo pietoso come l’Italia.