Manovra finanziaria 2011: incentivi energie rinnovabili, qual è la verità?

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“Nel testo definitivo della Manovra finanziaria non c’e’ nessun taglio degli incentivi per le energie rinnovabili” parola del ministro allo sviluppo Paolo Romani.  Successivamente, altre indiscrezioni hanno confermato la presenza nel testo presentato al Quirinale della riduzione del 30% degli incentivi per le fonti rinnovabili. Taglio presente ai commi 10 e 11 dell’articolo 35. Fonti del governo hanno infine smentito i tagli agli incentivi nel testo, riferendo che i commi in questione sono solo 9. Insomma, il nuovo giallo dell’estate.

Un pasticcio all’italiana: nella manovra economica e’ previsto un taglio agli incentivi che Romani e Prestigiacomo però negano. Il dramma poi ha sempre dei risvolti farseschi, secondo il presidente di Asso Energia Future, persa la partita nucleare, il governo vorrebbe spianare la strada al carbone e per farlo colpisce le rinnovabili. Non solo il fotovoltaico ma soprattutto l’eolico e le biomasse con questo provvedimento. Da Google intanto parte un “se non ora quando” circa lo studio del rapporto tra fotovoltaico e Pil affinché si riformi il decreto Romani per liberare le energie rinnovabili. Logica e passione dei green friends ci dicono che e’ il momento di aprire una fase nuova. Ce lo chiede il senso comune del mondo, come dimostra l’analisi di Google. Sinteticamente, l’innovazione delle’energia pulita potrebbe accelerare la crescita economica e migliorare la sicurezza energetica, riducendo in modo significativo l’inquinamento da carbonio. Tutte le tecnologie all’avanguardia e gli scenari di politica qui esaminate comportano una sostanziale crescita dell’occupazione e di tutto il paese entro il 2013. Innovazioni all’avanguardia nel campo dell’energia pulita aggiungono 155 miliardi di dollari all’anno in termini di Pil, creano 1,1 milioni di posti di lavoro, riducendo al tempo stesso i costi energetici delle famiglie da 942 dollari all’anno, riducono il consumo di petrolio di 1,1 miliardi di barili l’anno e tagliano le emissioni di carbonio del 13% entro il 2030 rispetto al Bau (business as usual). Insomma mentre politici e media si rimbalzano dichiarazioni e indiscrezioni, la soluzione e’ li alla portata di tutti. Riportando infatti questi dati all’Italia si avrebbero: 21,73 miliardi di dollari aggiunti al Pil, 154.226 posti di lavoro l’anno, 943 dollari l’anno di risparmio energetico per le famiglie e 13% di tagli delle emissioni rispetto al Bau. Se non ora, quando?