Manovra finanziaria 2011 pensioni: le novità in corso

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La manovra finanziaria 2011 è ormai un dato di fatto e tra le voci più “a rischio”, c’è senza dubbio quella delle pensioni. Il Senato ha ormai approvato la manovra ideata dal ministro Tremonti, un’operazione ideata per tamponare la crisi finanziaria che ha colto l’Italia in questi ultimi anni ma che mostra il fianco inevitabilmente alle polemiche del post-si.
In particolare le decisioni che riguardano le pensioni non sembrano troppo in linea con un’idea di vantaggio per i cittadini, se si pensa, per esempio, che il tempo per l’accesso alla stessa verrà allungato e non di poco.
Esemplificando, chi ha maturato 40 anni di contributi, potrà andare in pensione un mese dopo dal 2012. In sostanza ci sarà un posticipo dell’uscita dal lavoro di 1 mese per chi matura i requisiti richiesti nel 2012, un posticipo invece di due per chi matura contributi nel 2013 e di tre per chi li matura nel 2014.
Per quel che riguarda invece le pensioni d’oro, chi ha tra gli 80 e i 150mila euro, dovrà rinunciare a 2.500 euro di media. Chi prende invece 160mila, rinuncia a circa 4.500 euro.
– la reintroduzione del ticket: 10 euro per analisi e visite per tutti i cittadini non esenti, fino a 25 euro per visite specialistiche e cure al pronto soccorso per i cosiddetti “codici bianchi” ovvero i casi meno gravi. Si stima che su 30 milioni di cittadini che ricorrono al pronto soccorso, 7 milioni e mezzo richiedono prestazioni di codice bianco.
Tra le altre novità della manovra finanziaria ricordiamo il taglio sulle agevolazioni fiscali a partire dal 2013 che comprenderà le voci dei figli a carico, spese sanitarie e di istruzione, terzo settore, onlus, iva, redditi da lavoro dipendente, asili nido e studi universitari.