Manovra: riscatto della laurea e naja, i dubbi del Colle

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All’indomani del vertice che tutto doveva chiarire, sulla manovra restano solo dubbi e punti interrogativi sempre più ingombranti. All’appello mancano poi 5 miliardi, che si sta pensando di recuperare rimettendo mano all’Iva. Pur dimezzando i tagli ai comuni e abolendo il contributo di solidarietà, altre misure di lotta all’evasione e all’elusione avrebbero garantito il mantenimento dei saldi. I conti ancora non tornano, soprattutto quelli all’interno della maggioranza.
Ieri a Palazzo Chigi si sono accorti che le cose stavano diversamente, a sentire la stessa presidenza del Consiglio. Il Cavaliere l’ho appreso da Gianni Letta, che ha tenuto i contatti conla Ragioneria dello Stato: l’organismo contabile avrebbe informato in via informale che le entrate previste con le nuove misure post-vertice lascerebbero uno scoperto di circa 6 miliardi di euro rispetto alla manovra del 12 agosto.

 

E ora il tempo stringe e il governo deve mettere a punto gli emendamenti correttivi, questa volta nero su bianco a chiare lettere entro domani. Perché in commissione Bilancio al Senato si entra nel vivo con le votazioni. Si preannuncia uno scontro finale Berlusconi vs Tremonti che potrebbe far precipitare la situazione. Il quotidiano la “Padania” si fa portavoce delle perplessità con tanto di titolo che oggi minaccia la riapertura del confronto sulla manovra. La manovra non ha avuto quindi l’effetto sperato, tra medici e magistrati e soprattutto dipendenti pubblici sul piede di guerra, insieme a sindaci e laureati. E proprio la norma sulla cancellazione del riscatto degli anni di laurea e di servizio militare scatena l’ira di Calderoli e dei parlamentari leghisti. Per il Carroccio le pensioni non andavano proprio toccate. I senatori del gruppo minacciano di bocciare l’emendamento. La norma sul riscatto rischierebbe di violare l’articolo 3 della Costituzione, tanto per cominciare.
A questo punto non viene escluso un passo indietro, che lasci intatto il riscatto. Troppo trasversale e diffusa la protesta scatenata già ieri dalla novità in tema di pensioni, ora che anche le confederazioni “amiche” minacciano pure loro la mobilitazione. Caos su più fronti, mentre l’esame della manovra al Senato entra nel vivo. Domani il Consiglio dei ministri si riunirà per discutere dell’eventuale fiducia al maxi emendamento che sarà presentato per scavalcare le 1.300 proposte di modifica depositate. Il Quirinale lascia trapelare più che qualche perplessità e puntualmente il presidente del Senato Schifani se ne fa interprete auspicando un confronto aperto con le opposizioni e scongiurando il ricorso alla fiducia.