Manovra-ter salta la norma sulle pensioni

camusso

Ancora una brusca marcia indietro del governo sulla manovra. Di questo passo si rischia lo schianto in qualche vialetto senza sbocco. Questa volta il dietrofront è sulle pensioni e dall’Unione Europea arriva all’Italia un avvertimento: “Servono misure sulla crescita”.

La norma che escludeva il riscatto degli anni di laurea e del servizio militare ai fini dell’uscita dal lavoro con 40 anni di contributi ha avuto vita breve, appena due giorni. La misura, frutto del vertice, e del poco gioco di squadra, durato sette ore ad Arcore lunedì scorso, è stata bocciata ufficialmente dopo un incontro tra il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il collega della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli e i tecnici del Ministero dell’Economia. Provvedimento caduto per i forti dubbi circa la sua costituzionalità. Tuttavia c’è stata una forte pressione da parte del Carroccio a provocarne l’annullamento. Ora, sulla manovra, la zattera del centro destra torna a remare in acqua agitate. E slitta ancora, probabilmente a domani, la presentazione degli emendamenti del governo in commissione bilancio al Senato. Dalla misura sulle pensioni che andrebbe ad interessare circa 665 mila persone, si attendevano entrate pari a 1,5 miliardi. Secondo fonti del centrodestra, il recupero del gettito avverrà con un aumento della lotta all’evasione fiscale che dovrebbero prevedere un inasprimento delle norme e un coinvolgimento dei Comuni. D’altra parte non si placa e si allarga il fronte di chi sostiene la necessità di una manovra-ter, con possibile aumento dell’Iva, allungamento dell’età lavorativa ed estensione del contributo di solidarietà oltre ai dipendenti pubblici anche a dirigenti di Stato e privati. Il premier tuttavia continua ad insistere di non voler alcun super-prelievo.

L’incertezza è al massimo dello stato di allerta e un duro ammonimento sulle misure per la crescita arriva dall’Unione europea. “Nell’analizzare i contenuti della manovra italiana,la Commissione europea dedicherà particolare attenzione alle misure strutturali destinate ad agevolare e sostenere la crescita per verificare che esse rispettino i parametri fissati nelle raccomandazioni rivolte dall’Ue all’Italia lo scorso giugno” ha dichiarato Amadeu Altafaj, portavoce del commissario europeo per gli affari economici e monetari Olli Rehn precisando che Bruxelles “segue con attenzione” il dibattito in corso sulla composizione della manovra. Vista l’incertezza della situazione, l’attenzione è alta. Le segreterie congiunte di Cisl e Uil annunciano un presidio domani pomeriggio davanti al Senato contro il provvedimento. “Il governo ci ha ascoltati” dice Raffaele Bonanni della Cisl. Mentre il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, aggiunge: “Le ragioni dello sciopero generale rimangono”.