Maxiemendamento 2011: le novità dal Consiglio dei Ministri

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Alla fine, dopo duri giorni di lavoro, il nostro Governo ha tirato fuori un maxi emendamento di cento pagine alla legge di stabilità.

Il Consiglio dei Ministri ha deciso di non varare alcun decreto ma di mettere in pratica le misure necessarie a rilanciare la crescita e ripristinare la fiducia dei mercati sul debito pubblico italiano. Ovvero quelle che aveva già illustrato nella lettera inviata, da Berlusconi all’Unione Europea, la settimana scorsa. Fonti di governo riferiscono che per ora era meglio approvare un emendamento ma che successivamente si procederà per fare un decreto e un disegno di legge con misure contro la crisi. Nel mezzo dell’emendamento, non ancora molto chiaro, alcune sensibili modifiche, tra le quali: licenziamento dei dipendenti pubblici in esubero che non accettano entro due anni nuove proposte d’impiego; zero contributi per tre anni sulle nuove assunzioni di apprendisti nelle aziende fino a 9 dipendenti; l’aumento di un punto per i contributi previdenziali dei co.co.pro; riduzione del 25% dei contributi per l’assunzione di donne con contratto di inserimento; più spazio di manovra alle Regioni per definire il gettito Irap con la possibilità di dedurre il costo del lavoro variabile. Tra le misure dovrebbe anche esserci la conferma delle dismissioni e della valorizzazione del patrimonio pubblico per un valore di 5 miliardi l’anno per il prossimo triennio. Si anticipa la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali e la possibilità di costituire società di capitali.

Tutto molto interessante. Peccato che Berlusconi dovrebbe anche rispondere alla domanda: con quali capitali un semplice cittadino dovrebbe costituire una società?