Mercati europei Piazza Affari, altra settimana di giornate nere

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Venerdì più nero che mai, quello con cui ieri hanno chiuso le borse europee, in maniera drammatica con le contrattazioni in pesante ribasso.
Viene archiviata così una settimana nera per i mercati azionari mondiali. La partenza degli Eurolistini non preannunciava di certo nulla di buono, ma le perdite più consistenti si sono viste nel pomeriggio. Il colpo di grazia ai mercato lo ha dato Jurgen Stark, membro del direttivo della BCE, annunciando le sue dimissioni. Nei corridoi hanno iniziato a circolare pesanti voci di un dissenso in seno al Board dell’Eurotower riguardo l’annunciato piano di acquisto dei bond, ma la versione ufficiale riferisce di motivi personali, che ricorda un po’ le giustificazioni che si facevano a scuola quando si volevano nascondere le vere motivazioni.
Restano in primo piano i timori di recessione, dopo che ieri la BCE ha tagliato le stime di crescita ed in seguito ai moniti giunti dal direttore del Fondo Monetario, Christine Lagarde, che ha sollecitato i Governi delle economie avanzate ad adottare misure per la crescita.
Misera fine anche per il Piano di Obama sul lavoro, venendo subito accantonato nonostante le buone potenzialità. Come al solito Obama ha le mani legate e il Congresso tiene strette le chiavi, forse qualcuno le ha perfino ingoiate. Il Presidente americano ha messo sul piatto ben più dei 300 miliardi inizialmente ipotizzati per stimolare l’occupazione, ma i mercati per tutta risposta lo hanno bocciato. Ora si guarda con grande attesa al G7 a Marsiglia che si troverà ad affrontare uno dei periodi più bui della storia, a causa della crisi debitoria europea e della stagnazione in USA. Due scenari da pre-apocalisse.

Nuovi minimi per l’euro, che è crollato a 1,3645 dollari, accelerando al ribasso, dopo la notizia dell’addio di Stark. In Europa la peggiore è proprio Milano. Male anche Madrid. Forti perdite anche per Parigi e Bruxelles, con Zurigo in rosso.
Affondano i bancari, più sensibili alle turbolenze sui mercati. Qualche sospensione al ribasso ha caratterizzato un pomeriggio nero per il nostro mercato, con Unicredit e Banco Popolare che perdono oltre otto punti. Giù gli industriali specie il settore dell’auto che viene penalizzato più degli altri dalla congiuntura. Le due Fiat crollano assieme ad Exor.