Mercati mondiali: la Federal Reserve non tocca il costo del denaro Usa

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Una doccia fredda da oltreoceano: la Federal Reserve (nella foto la sede di Washington) ha deciso non modificare il costo del denaro tra lo 0 e lo 0,25 per cento. Ma in fondo si trattava di una mossa già scontata dai mercati visto quanto affermato dal governatore Ben Bernanke. Infatti per l’istituto la decisione , o meglio la “non decisione” è dovuta ai “significativi rischi” per l’economia, creati dai problemi dei mercati finanziari mondiali.
E così dopo la chiusura in negativo della borsa Tokyo (-0,4 per cento), deboli anche le Borse del europee: Londra cede lo 0,7 per cento come Francoforte, Milano perde lo 0,5 per cento, Parigi lascia lo 0,9 per cento. Ieri sera Wall Street ha chiuso in discesa: S&P 500 -0,87 per cento, Dow Jones -0,55 per cento, Nasdaq -1,26 per cento. Nel pomeriggio sia vranno notizie sull’indice dei prezzi alle importazioni negli States: si pensa a una crescita dell’1 per cento dopo il -0,6 per cento del mese di ottobre.
Intanto il Giappone ha sottoscritto il 13 per cento (260 milioni di euro) dei circa due miliardi di euro di bond a tre mesi collocati ieri dall’Efsf (il fondo Salva-Stati europeo). Lo stato del Sol Levante aveva già partecipato alle prime 4 emissioni avviate dall’Efsf dall’inizio del 2011, investendo 2,975 miliardi di euro in obbligazioni a lungo e medio termine. Tokyo aveva sottoscritto una quota ridotta del 10 per cento nell’ultima dello scorso 7 novembre e il 20 per cento dell’offerta nelle prime 3 emissioni del fondo.
Questa notizia non fa allentare però la tensione sui nostri titoli di Stato. Lo spread tra Btp decennale e Bund è tornato oltre quota 465 punti con un rendimento del 6,62 per cento, mentre i titoli a due anni hanno un tasso del 5,5 per cento.