Mercato della frutta, un business “al caldo”

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Il caldo incombe senza tregua e aumentano i consumi di frutta e verdura. Sarebbero oltre venti milioni gli italiani che acquistano questo generi di alimenti, ma come sempre c’è il risvolto negativo della medaglia. Quante volte vi sarà capitato, infatti, di comprare quantità industriali di frutti di ogni genere e colore per rendersi poi conto di non riuscire a consumarli tutti, dovendone poi gettare una buona parte. Quegli stessi frutti così invitanti, quando fuori si percepiscono temperature africane, gustosi, provenienti da ogni parte del mondo. Stando ad una stima di Coldiretti, finisce nel contenitore della spazzatura almeno un frutto su quattro per l’eccessiva maturazione, nel percorso dal terreno alla nostra tavola, vale a dire un circa 25% degli acquisti. Un vero e proprio spreco, che occorrerebbe evitare, soprattutto in un periodo di crisi dei consumi.

Così l’associazione degli agricoltori, per scongiurare gli sprechi, fornisce un decalogo di economia domestica. Per ottimizzare la spesa e gli sprechi, gli agricoltori danno alcuni preziosi consiglia alle famiglie, come: acquistare minori quantità con più frequenza, scegliere i prodotti più freschi, preferire le produzioni locali, prediligere le varietà di stagione ed i frutti interi, ad esempio il cocomero, ridurre i tempi di trasporto ed evitare il bagagliaio in favore del sedile posteriore. È molto importante seguire questi semplici e piccoli accorgimenti anche tra le mura domestiche dove, sostiene Coldiretti, bisogna mantenere separata la frutta e verdura che si intende consumare a breve da quella che prevede di conservare più a lungo e , in ogni caso, porre la frutta stesa sul contenitore per evitare ammaccature e sviluppo di marcescenze.