Milanese Tremonti, la richiesta di arresto

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Fiati sospesi tra i banchi della maggioranza per la questione Milanese. Oggi si vota alla Camera la richiesta di arresto per l’ex braccio destro del ministro Tremonti. Un voto elettronico a scrutinio segreto e tra le fila del pdl e alleati si temono i franchi tiratori. Sul tavolo infatti non c’è in ballo solo il futuro di Milanese ma soprattutto l’ennesimo test di tenuta del governo.

Nella conferenza tra capigruppo a Montecitorio si è discusso a lungo della questione, il deputato pdl Fabrizio Cicchitto ha parlato della possibilità di poter votare con le palline per impedire che, come già accaduto il 20 luglio, i deputati potessero usare l’indice della mano sinistra per rendere nota la loro posizione. Intanto Bossi, il senatur fa sapere che: “Io voto per non far cadere il governo”. Il Carroccio ha dichiarato di esprimersi contro la richiesta di arresto come concordato e stabilito dalla maggioranza. Il presidente della camera Fini invece non ha voluto accogliere la richiesta del voto con le palline appellandosi all’articolo 55 del regolamento della Camera che stabilisce “che si possa votare con le palline solo in caso di malfunzionamento del dispositivo elettronico”. Chiarendo inoltre che l’aula della Camera è legittimata a votare sul caso Milanese anche in assenza di Alfonso Papa, il deputato Pdl in carcere a Poggioreale. Rimanendo alle intenzioni di voto, sulla carta la maggioranza ha tutti i numeri per poter superare incolume anche questa prova, nessuno si aspetta infatti delle sorprese ma fino alla fine il pericolo e i timori di franchi tiratori è sempre presente. A votare contro all’autorizzazione saranno Pdl (219 deputati), Lega (59), Popolo e Territorio (29) e Repubblicani (3), per un totale di 310 voti contrari. I sì dovrebbero arrivare invece da Pd (206), Udc (36), Fli (26), Idv (22), Api (5) e Liberal Democratici (2), per un totale di 297 voti favorevoli all’arresto del deputato del Pdl. Secondo le previsioni i numeri sorridono a Milanese, ma il voto è segreto e nel segreto dell’urna tutto può succedere.

Dal canto suo, l’ex consigliere economico di Tremonti dichiara: “Sono innocente ma mi autosospendo dal Pdl”. E così a poche ore di distanza dal voto ha deciso di autosospendersi e lo ha comunicato lui stesso con una nota: “In questo momento è mia precisa volontà che la vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto non venga in alcun modo strumentalizzata ed utilizzata a fini di battaglia politica e che possa nuocere all’azione politica del mio partito. Rendo quindi noto che, già da diversi giorni, ho provveduto a comunicare formalmente ai vertici del Popolo della Libertà la mia decisione di autosospendermi dal gruppo parlamentare e dal partito in attesa di potervi rientrare a pieno titolo appena sarà acclarata la mia estraneità ai fatti che mi sono stati addebitati”.