Ministeri al Nord: la Lega e il Quirinale

napolitano

E’ già da un po’ che se ne parla. La proposta per spostare alcuni ministeri al nord, pare sia stata presa davvero sul serio, tanto che, per sedare entusiasmi inutili da parte della coalizione di governo dalla quale era partita la proposta, si è scomodato addirittura il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Pare che fossero già stati aperti -senza alcuna autorizzazione ufficiale- ben quattro uffici di distaccamenti ministeriali all’interno del palazzo reale di Monza.

Ovviamente immediatamente chiusi ma con la promessa di farli riaprire a settembre 2011. La volontà di spostare alcuni ministeri al nord, era stata portata avanti dalla Lega quindi si può ben immaginare come, la reazione del presidente della Repubblica, possa aver intaccato ulteriormente i sottili equilibri che legano Pdl e appunto la Lega. In particolare, la lettera con la quale il presidente Napolitano era intervenuto sulla questione dei ministeri al nord, conteneva parole preoccupate: “rilievi e motivi di preoccupazione sul tema, oggetto di ampio dibattito, del decentramento delle sedi dei ministeri sul territorio”. Ci si aspetta a breve una replica del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno auspica possa essere risolutiva della questione: “il presidente Berlusconi tragga da questa lettera del capo dello Stato la spinta politica per confermare in maniera chiara e definitiva il pieno sostegno del governo di centrodestra a Roma Capitale”, e porre così fine alla delicata situazione.

Ovviamente di diverso tenore la replica all’intervento del Capo dello Stato da parte della lega che, per voce di Matteo Salvini fa sapere che, la loro proposta di spostare alcuni ministeri al nord “fa parte di un percorso che come approdo finale ha il federalismo e la trasformazione dell’Italia in una repubblica federale. Per questo lo stupore di Napolitano mi stupisce. Se Napolitano è preoccupato perchè apriamo tra uffici a Monza allora quando l’Italia diventerà una repubblica federale, cosa farà? Si frusterà su pubblica piazza? Francamente non lo capisco e oltretutto come detto stiamo parlando di qualcosa di simbolico”.