Misure economiche anti crisi, summit dei Ministri il 18 agosto 2011

silvio

Che ne sarà del summit dei ministri previsto per il 18 agosto ora che la super manovra anticrisi è una realtà? Il giorno dopo l’approvazione si fanno sentire le reazioni durissime al testo presentato oggi dai ministri del governo. Tra gli interventi più critici quello di Avvenire, dove il direttore Marco Tarquinio scrive: “Troppi e decisivi dettagli attendono di essere chiariti e non si può ancora formulare un giudizio articolato, ma si può certo osservare che tutti, poveri, ceto medio e (veri o presunti) ricchi, pagheranno qualcosa. Politici compresi. Tutti, meno gli evasori. Gli unici che non hanno legge, che non subiscono tagli, che dribblano i sacrifici. Chi ci governa e chi siede in Parlamento ricordi che, da oggi, tutto ciò che verrà scontato e addirittura condonato o perdonato a quest’altra casta peserà 45 miliardi di volte in più nel giudizio degli italiani onesti”. Sugli sprechi l’opinione comune non può che essere d’accordo ma questa manovra pesa interamente sul ceto medio. I tagli agli enti locali, sono tagli al welfare, alla spesa sociale, ai servizi. A pagarne le conseguenze sono le piccole realtà, i comuni, i cittadini. Quelli senza un conto nei paradisi fiscali e che anzi bruciano giorno dopo giorno nell’inferno della quotidianità tra necessità, sacrifici e bisogni repressi.

Dopo l’annuncio del governo di voler sopprime le province sotto i 300mila abitanti, fronte compatto anche dagli enti locali: “Non credo che il presidente della Repubblica possa permettere che si calpesti la Costituzione”, commenta il presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti. ” Servono soluzioni vere. Sopprimere 37 piccole Province porta un risparmio minimo e rende meno tutelate le periferie”. Non risparmiano l’inchiostro per le critiche nemmeno i giornali di centrodestra più vicini alla maggioranza. Sul fronte delle opposizioni Antonio di Pietro è molto critico ma si dice pronto a discutere. Mentre il Terzo Polo metterà in campo idee e proposte per migliorare la manovra del governo, senza cambiare idea circa le responsabilità di Berlusconi di aver portato il paese a questo punto. Una politica, insomma che agisce solo contro alcuni dei suoi cittadini senza toccarne altri, che si parla contro invece di parlarsi l’un l’altra. Lacrime e sangue dicono.