Misure manovra economica bis: contributo di solidarietà, i punti salienti

manovra bis berlusconi

Misure manovra economica bis: i punti salienti nell’immagine che segue. Deroga dei contratti nazionali, taglio delle tredicesime statali, aumento del controllo fiscale con rischio chiusura attività senza erogazione dello scontrino, innalzamento a 65 anni dell’età pensionabile delle donne a partire dal 2015, eliminazione di 1.500 comuni e delle Province al di sotto dei 300.000 abitanti, contributo solidarietà con prelievo del 5% per parte reddito eccedente i 90.000 euro e del 10% per parte reddito eccedente i 150.000 euro, ritardo di 2 anni del trattamento di fine rapporto per gli impiegati statali, riduzione di 9.5 miliardi di trasferimenti negli enti locali e aumento del 20% della tassazione sulle rendite finanziarie e tagli di 8.5 miliardi ai Ministeri.

Questo, in pratica, lo scenario nel quale si è svegliata l’Italia oggi, a ridosso del ferragosto più brutto, dal punto di vista fiscale, degli ultimi anni. Una condizione shock del nostro Paese che ha dovuto rispondere alle imposizioni della Banca Centrale Europea che aveva prelevato i titoli di Stato circa una settimana fa. Il Governo di Silvio Berlusconi, il cui cuore “gronda sangue” (per via della violazione della promessa di non mettere mano nelle tasche dei cittadini), cerca di sanare il debito del Paese e lo fa con misure di emergenza le cui conseguenze, a dirla tutta, non sono prevedibili neanche dallo stesso mondo della politica.

Ai punti di cui sopra naturalmente vanno aggiunte tutte le altre condizioni della manovra, come ad esempio il taglio del –30% agli incentivi alle imprese delle energie rinnovabili, e la liberalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici locali (ad esclusione dell’acqua, così come votato dal referendum dello scorso giugno). I prossimi saranno giorni di approfondimenti: destra, sinistra e centro adesso hanno nelle mani un Paese “stordito” quanto basta per avere la necessità di una cooperazione da parte dell’intera classe politica.

(immagine: LaPresse, L’Ego)