Moody’s abbassa l’Italia, per gli americani è l’inizio di un nuovo declino

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I Titoli di Stato italiani sono stati declassati dall’agenzia di rating Moody’s, che ha classificato in BAA2 i titoli dell’Italia, precedentemente posizionati in A3. Si tratta di un giudizio che esprime la virtuosità delle obbligazioni italiane sul mercato; e che, anche, comporta delle conseguenze non trascurabili. Vediamo quali sono.

Punto sui Titoli di Stato italiani

Il Titolo di Stato è l’obbligazione che uno Stato emette per finanziare il proprio debito pubblico. Possono essere sottoscritti in banca, oppure sul mercato secondario, o tramite aste competitive. L’Italia ha venduto Titoli di Stato per 3.5 miliardi di euro, con scadenza luglio 2005, il tasso di interesse dopo la scure di Moody’s è sceso dal 5.30% al 4.65%.

I motivi del declassamento

Aumenteranno i costi di finanziamento dell’Italia; ci sono segnali di erosioni degli investimenti esteri sul nostro Paese; il sistema bancario italiano viene influenzato negativamente da quello spagnolo e da quello greco; il clima politico promette grossi aumenti dei rischi e rischia di far saltare le riforme più importanti; il Paese è entrato in recessione e il pareggio di bilancio è slittato di due anni. Questi i motivi con i quali l’agenzia Moody’s ha spiegato la propria decisione. Qui trovate il parere di Monti e dell’UE, mentre qui alcune reazioni da parte dei politici.

E in America?

Impietose le reazioni dei giornali americani sul declassamento Moody’s / Italia: per il Wall Street Journal, l’Italia farà cadere sotto pressione l’Europa; per il San Francisco Chronicle questo è l’inizio di un nuovo declino dell’Euro; per CNN la credibilità dell’Italia è in caduta libera. Speriamo che questa situazione non venga strumentalizzata dalle nuove forze politiche che scenderanno in campo. A detta della stessa Moody’s, è proprio questo uno dei “guai” anche economici del nostro Paese.