Moody’s Italia: debito pubblico, debolezza strutturale, crescita lenta

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Moody’s Corporation, società americana che stile ricerche e analisi finanziarie sulle attività commerciali dei Governi, si occupa di stilare un “rating”, un indice, calcolato su scala standardizzata e debiti a medio e lungo termine, che misura la capacità dei Governi di restituire i crediti finanziari ottenuti. Moody’s opera da circa 1 secolo e ad oggi è rappresentata dall’amministratore delegato Raymond McDaniel. Oggi stiamo a parlarne perché la società ha analizzato l’operato del Governo italiano e, dopo l’intervento di Standard & Poor’s, società che opera nello stesso settore di ricerca e analisi di Moody’s, si afferma il rischio di svalutazione del rating dei titoli italiani.

Il giudizio assegnato alla revisione dell’Italia è di “Aa2”, tecnicamente stiamo parlando di un “downgrade”, un abbassamento del grado di valutazione, che consegue un debito che fin’oggi è stato sottocontrollo, ma alcuni fattori ne hanno indebolito il rating, oltre alla non perfetta gestione del debito pubblico. Tra questi fattori, ci sono le “debolezze strutturali dell’Italia ed una probabile crescita dei tassi di interesse nel prossimo futuro”.

I conti pubblici italiani devono affrontare il rischio che le condizioni di finanziamento per l’Italia, così come per tutti gli altri Paesi europei, cambino molto presto, specie per gli Stati con alti livelli di debito. Leggevo sul Corriere della Sera che questo “downgrade” va considerato nel contesto di una crescita italiana del +1%, con previsioni per il 2012 al +1.3%, ma questi numeri però vengono invitata a crescere più rapidamente. Si aspetta ora che buona parte delle riforme finanziarie varate dal Governo attuitno un piano di risanamento rapido ed efficiente.