Moody’s rating Italia 2011: banche e enti locali fortemente declassati

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Praticamente nella stessa proporzione dello Stato e degli enti locali, le banche e le utility d’Italia sono state declassate dall’agenzia di rating Mooby’s. Unicredit, Intesa, Finmeccanica, Terna, Poste Italiane, Eni, Enel sono entrate nel downgrade e si preparano ad affrontare la sfiducia degli investitori; salve invece la Generali e Allianz Italy.

Gli ultimi due Stati che hanno vissuto una situazione simile alla nostra (downgrade sia di enti locali che dei Governi nel giro di poche settimane) sono stati Portogallo e Grecia, con conseguente crollo dei mercati azionari e indebolimento della vita economica del Paese (e dell’Unione Europea). La solidità economica del nostro Paese viene così declassata da Mooby’s, tra le più prestigiose agenzie di rating al mondo, da sola possiede il 40% del mercato del settore rating.

Tra le Regioni peggio declassate ci sono Abruzzo, Molise, Lazio, Calabria, Campania (scese a Baa2), seguono Puglia, Sardegna, Piemonte, Sicilia (declassate ad A3), e Basilicata, Liguria, Marche, Umbria, Toscana, Veneto ad A2. Le conseguenze di questi declassamenti del rating Italia da parte di Mooby’s porteranno nel lungo periodo ad una carenza dei flussi di credito, visto che gli out look positivi posizionano l’Italia sul mercato come debitore che potrebbe peggiorare le già discrete capacità di ripagare il debito. Adesso tocca alla BIS, la Banca dei regolamenti internazionali, a definire quanto credito delle banche possa essere accantonato come patrimonio del Paese.