Moody’s Rating Italia: mazzata da -3, aumenta rischio default

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La Moody’ Corporation ha sede in New York ed esegue ricerche finanziarie su enti governativi e commerciali, posizionando la solvibilità dei titoli azionario in una scala rating. Insieme a Standard & Poors e Fitch Ratings è una delle tre grandi agenzie di valutazione del credito a livello mondiale. Le agenzie come la Moody’s hanno una grande influenza sui mercati in quanto forniscono valutazioni che gli investitori utilizzano per alimentare le proprie azioni.

Il rating di Moody’s parte da Aaa, la più alta qualità degli obblighi con piccolissimi grado di rischio, fino al Baa3, dove ci sono rischi moderati e garanzie che hanno bisogno di protezione e potrebbero essere affidabili. Ieri Moody’s ha declassato il rating dell’Italia ad A2: si tratta del 6° gradino della scala di classificazione (dopo Aaa, Aa1, Aa2 – nel quale si trovava l’Italia, Aa3, A1; dopo A2, ci sono A3 e la scala più bassa Baa1, Baa2, Baa3). Con questa classificazione, l’Italia entra tra i soggetti con medie obbligazioni, rischio del credito e possibilità di riduzione dei valori nel lungo termine.

Per Moody’s l’Italia è un Paese vulnerabile, strutturalmente debole e incapace di superare gli ostacoli della crescita. Gli analisti, in particolare, hanno parlato di “una crescente incertezza circa le possibilità del Governo di raggiungere gli obiettivi di consolidamento fiscale”. Il declassamento si tre livello nel rating Moody’s Italia preoccupa le borse: questa settimana potrebbe diventare più nera e lo spettro del default comincia a far sentire il proprio respiro dietro l’angolo.