Nave Costa Concordia, il mistero s’infittisce

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I misteri in merito all’evento che ha sconvolto in questi giorni il nostro Paese, ovvero la nave Costa Concordia naufragata all’isola del Giglio lo scorso 13 gennaio, continuano ad infittirsi sempre di più.

Adesso viene infatti fuori che la compagnia sapeva dell’inchino al Giglio, che la nave si era arenata non per una manovra d’emergenza di Schettino ma per pura casualità e che la Costa fu informata da subito della collisione. Sarà vero? Lo hanno detto ai pm gli ufficiali di bordo della Concordia secondo quanto riferito dai verbali pubblicati sul quotidiano La Repubblica.

Intanto Ciro Ambrosio, il vicecomandante della Costa Concordia, indagato insieme a Francesco Schettino per il disastro del 13 gennaio, verrà sentito dalla Procura della Repubblica di Grosseto forse già questo venerdì, secondo quanto riferiscono fonti inquirenti. Un altro mistero che è venuto fuori soltanto in questi giorni è quello in merito al computer di cui Schettino sembra essersi liberato, consegnandolo nell’albergo di Isola del Giglio ad una donna bionda, poco prima di parlare con la magistratura.

Secondo quanto appreso fino a questo momento la donna sarebbe un avvocato, ma non è ancora chiaro se appartiene alla Costa Crociere oppure se si tratta di una libera professionista i cui rapporti sono ancora da appurare. Ma perché Schettino aveva tutta questa fretta di liberarsi del suo pc? Questo potranno dircelo solo quando termineranno le indagini.

E nel mentre sono stati ritrovati altri due corpi. Si tratta di due donne che si trovavano a bordo della Costa Concordia, ritrovate sul ponte 4. Le vittime accertate salgono così a 15 anche se continuano le ricerche dei dispersi e mentre sono tantissimi coloro che lavorano per estrarre il carburante dai serbatoi e mettere in sicurezza il relitto.