Negli Usa cresce produzione di energia e impatto ambientale

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A quota 82 quad la produzione di energia degli Usa nell’ultimo anno. Una quantità pari a 82 quadrilioni di unità termiche britanniche, sufficiente a soddisfare l’85% della domanda totale di energia degli Stati Uniti. Lo mette in evidenza Avvenia (www.avvenia.com), leader italiano dei progetti di risparmio energetico, che però osserva che negli Usa è in crescita anche l’impatto ambientale. Per questo, con l’avvicinarsi della Conferenza Internazionale di Parigi sul Clima del 2015, il presidente degli Stati Uniti ha presentato un testo per tagliare del 30% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 mediante una drastica riduzione delle emissioni di biossido di carbonio delle 600 centrali elettriche a carbone, su un totale di 1.600 centrali elettriche presenti negli Usa, che da sole producono il 31% delle emissioni.

Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che non ci sarà un aumento del prezzo dell’energia elettrica e che la limitazione delle emissioni di CO2 riuscirà a stimolare l’economia americana generando un indotto di 74 miliardi di dollari. La riduzione delle emissioni voluta da Obama dovrebbe entrare in vigore nel 2015 e per realizzare quello che è già stato definito dai media americani come «il più ambizioso programma mai proposto per lottare contro il riscaldamento globale» gli Usa sembrerebbero orientati verso il modello italiano. L’idea di migliorare l’ambiente, risparmiare risorse e usare il risparmio energetico per trasformarlo in denaro si è infatti concretizzata per la prima volta proprio in Italia e leader in questo settore è una società romana, Avvenia (www.avvenia.com), che ha come clienti i più importanti gruppi internazionali: dal Gruppo Fiat a Coca-Cola

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