Nicolas Steno, logo Google “gregoriano” per un personaggio spaziale

Oggi il logo Google celebra Niels Stensen, noto anche come Nicolas Steno o Niccolò Stenone, geologo, anatomista e vescovo cattolico danese nato a Copenaghen il 1 gennaio del 1638 e scomparso a Schwerin il 25 novembre 1686.

Chi di voi si stia chiedendo perché mai l’anniversario della sua nascita viene celebrato oggi, 11 gennaio 2012, si faccia due conti: la data del 1 gennaio 1638 nel calendario Giuliano vigente all’epoca, diventa 11 gennaio 1638 nel calendario Gregoriano vigente oggi.

Il famoso motore di ricerca di Mountain View, quindi, non si è sbagliato! Nicolas Steno nel campo delle ricerche scientifiche ha trasmesso importanti scoperte sul corpo umano: scoprì la funzione delle ovaie, dimostrò che il cuore è un muscolo, e distinse le ghiandole in secernenti e linfonodi. Studiò i fossili naturali secondo il principio della “formazione a stampo”, con il quale si può stabilirà l’anzianità di un solido naturale osservando per primo l’impronta del suo indurimento nel corso del tempo. Da qui nacque una famosa scala cronologica per rocce e fossili.

Come religioso, Nicolas Steno era originariamente luterano, divenne cattolico passando prima per l’ordine presbiteriano poi per quello di vescovo. Oggi Steno vive attraverso una ricca eredità spirituale, culturale e scientifica.

Eredità che risiede nel Museo a lui dedicato ad Arhus, in Danimarca, che ospita la storia fotografica della scienza e della medicina; nella scuola cattolica di preparazione all’ordine dei gesuiti, a Copenaghen, nel 1950 titolata a suo nome (Niels Steensens Gymnasium); nell’ospedale di ricerca e di insegnamento Steno Diabetes Center, a Gentofte; nell’Istituto Niels Stensen di Firenza, fondato a suo nome nel 1964; nelle riedizioni delle sue 4 più grandi opere (De Musculis et Glandulis Observationum Specimen, 1664; Elementorum Myologiae Specimen, 1667; Discours sul l’anatomie du cerveu, 1669; De solido intra solidum naturaliter contento dissertationis prodromus, 1669). Addirittura, sulla Luna e su Marte ci sono dei crateri chiamati in suo onore, per celebrare l’importanza “spaziale” di questo grande studioso della natura. Lo sapevate?