No Tav: le proteste dopo il weekend

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Il week end sembrava non promettere bene. Quattro le grandi manifestazioni annunciate dai No Tav e tanta la paura da parte delle forze dell’ordine nelle varie città che temevano che, dopo il vertice governativo di venerdì, la linea dura annunciata contro le possibili violenze e il timore di infiltrazioni nei cortei venissero messe in atto.

E invece, nonostante qualche provocazione, si può dire che le manifestazioni sono state abbastanza pacifiche: l’unica cosa che accumunava tutta quella gente era solo un netto No. E’ proprio una ribellione quella del movimento No-Tav, una protesta contro quel famoso progetto di opera pubblica su un territorio, quello della Val di Susa, che non vuole assolutamente accettarlo.

Così era iniziata la giornata e fino alle cinque del pomeriggio non c’erano stati ne scontri ne atti di violenza. Poi, quando appunto la manifestazione stava per terminare, un migliaio di manifestanti, nella capitale, hanno fatto una repentina inversione di marcia e sono saliti sulla Tangenziale, dirigendosi verso l’autostrada.

E’ stato proprio in quel tratto che sono iniziati alcuni scontri con le forze dell’ordine: bombe carta, fumogeni, i soliti gruppetti muniti di caschi e bastoni. Poi due troupe, quelle di Rainews e quella di Servizio Pubblico, sono state aggredite. Telecamere rotte, microfoni in pezzi, botte per tutti. Insomma la situazione degenera di colpo e a Roma, come per la manifestazione di qualche mese fa, sale la tensione.

Nelle altre città la situazione è più tranquilla ma anche li, soprattutto a Milano, Perugia, Catania e Livorno, i manifestanti hanno bloccato i binari dei treni per circa trenta minuti, provocando tensione nelle varie città. Un unico motto da portare avanti: “Fermeremo questo treno, la lotta è libertà, nel cuore Sole e Baleno, la Tav non passerà”. Cosa ne sarà della Tav non si sa, ma le forze politiche devono risolvere al più presto questa difficilissima situazione.