No Tav Torino, la manifestazione dei lavoratori si scontra con la polizia

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Nella notte i blindati della polizia sono entrati in Val di Susa. E’ scattato l’allarme generale al presidio No Tav di Chiomonte ai primi avvistamenti dei mezzi delle forze dell’ordine sulle strade. L’autostrada Torino-Bardonecchia e’ stata chiusa. Centinaia di No Tav si sono trovati a fronteggiare le forze dell’ordine che dovevano sgomberare l’area. Lanci di lacrimogeni e sfondamento di barricate, atmosfera di guerra. “Li ha mandati Maroni, quello di padroni a casa nostra, quello che fu condannato a 4 mesi e 20 giorni per resistenza a pubblico ufficiale, come si cambia per una poltrona. Con questa azione la Lega rinnega se stessa, e’ un partito ormai morto” ha commentato Beppe Grillo nel suo blog, che aggiunge “La Tav e’ solo un enorme sperpero di denaro pubblico, 17 miliardi, che sarà finita tra vent’anni, in una tratta che vede il trasporto di merci diminuire da molti anni. Non serve! Allora a chi serve? Quali sono gli interessi precisi dietro la Tav?” E avverte “Sarà dura”.

Lo sgombro del cantiere della Torino-Lione di Chiomonte, presidiato fino all’ultimo dai No Tav, cessa dopo quattro ore di tensione e guerriglia. Poliziotti e carabinieri hanno raggiunto il punto nodale della ex Libera repubblica della Maddalena, il piazzale dell’Ecomuseo, dove restano i brandelli delle decine di tende montate, residui di fumogeni e i candelotti rimasti a terra. Molti dei No Tav, cittadini disarmati, sono fuggiti lungo i boschi, grazia anche all’opera di intermediazione con i capi delle forze dell’ordine dei venti legali di Legal Team Europa, un gruppo di avvocati del torinese che ha scelto di supportare gratuitamente la causa del Movimento No Tav assistendo i rappresentanti della comunità montana Val di Susa. Le ruspe hanno occupato l’area dove entro il 30 giugno partiranno i lavori. Proprio in queste ore sono iniziati i lavori di recinzione, nonostante le resistenze di alcuni manifestanti che hanno lanciato pietre e vari oggetti. Le forze dell’ordine hanno sfondato la barricata intorno alle 08.00 attraverso il lancio di lacrimogeni, tentando di risalire la Maddalena scortando una ruspa. Nelle ore precedenti una serie di tafferugli, gli eventi incalzano. Ma andiamo con ordine. La lancetta degli scontri segna le 6.05, una lunga colonna di veicoli delle forze dell’ordine che scortano i mezzi delle ditte incaricate di aprire il cantiere delle Torino-Lione sta scendendo dall’autostrada A32, già chiusa al traffico da oltre un’ora. La colonna e’ diretta a Chiomonte. Altri mezzi sono in direzione della strada della valle Clarea sbarrata dalle barricate formate dai manifestanti. Alle 6.54 urla e insulti si levano contro gli operai in attesa di iniziare i lavori per la recinzione del cantiere. Alle 7.10 uomini e mezzi delle forze dell’ordine si sono avvicinati a due delle tre barricate. All’imbocco di una galleria del Frejus si e’ avvicinata una gigantesca pala meccanica, e’ lo scontro dell’uomo con la macchina. Un militante, conosciuto con il nome di Turi, salta la staccionata per andarle incontro e viene bloccato con violenza dagli agenti che subito lo immobilizzano. Venticinque agenti delle forze dell’ordine sono rimasti feriti. I leader No tav dichiarano “Abbiamo perso un round, non  la guerra”, e’ il primo commento a caldo da parte di Alberto Perino. Su conclude così il primo match.