Obbligazione Bancarie 2010: valori azionisti italiani

lamberto cardia

Il presidente uscente della Consob Lamberto Cardia, in occasione dell’ultima relazione della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa ha tenuto un lungo discorso che ha spaziato dal peso degli azionisti italiani sulla Borsa Italiana alla diffusione anomala delle obbligazioni bancarie.

Secondo l’Adusbef, l’Associazione a difesa dei consumatori, utenti bancari, finanziari ed assicurativi, la presidenza Consob gestita da Cardia è stata un vero e proprio disastro, considerati i molteplici crack finanziari.

Di sicuro il ruolo italiano nel mercato finanziario globale è sceso: al London Stock’s Exchange i valori italiani sono passati dal 28 al 18% di partecipazione. Questi dati, secondo Cardia, dicono che gli azionisti italiani devono avere più peso a Piazza Affari.

Inoltre la diffusione delle obbligazioni bancarie potrebbe essere sintomo del rapporto il più delle volte asimmetrico tra gli operatori ed i clienti. Cardia ha rivelato alcuni dati come il tasso di investimento delle famiglie italiane in bond passato dal 2% del 1995 al 10.4% del 2009.

Quanto detto dal presidente Consob Lamberto Cardia rende necessaria la trasparenza nel caso ci si trovi in presenza di un “mercato parallelo non soltanto non vigilato, ma neanche pienamente conoscibile con gli strumenti a disposizione delle autorità di vigilanza”. Si pensi ai CDS, i credit default swap, artefici di un mercato “opaco, dominato da pochi operatori oligopolisti” che però condiziona le manovre finanziarie dell’Unione Europea.

Critiche da parte di Cardia sono piovute anche sul divieto allo short selling posto dalla Germania, accusata di avere un atteggiamento unilaterale non in sintonia con il sentimento europeo.