Occupazione giovani: laureati e diplomati sono quelli che lavorano di meno

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Allarme giovani al Sud: due su tre sono senza un lavoro e oltre il 30% dei laureati dotto i 3° non ha un impiego e non studia. A fotografare la situazione occupazionale dei giovani meridionali è il rapporto 2011 dello Svimez sull’economia del Meridione, anticipato oggi ma che verrà presentato a fine settembre. E se consideriamo anche i lavoratori in cassa integrazione e gli scoraggiati emerge che nel Mezzogiorno è senza lavoro una persona su quattro.

Le manovre e le politiche di governo che hanno apportato i tagli delle spese e l’aumento delle entrate tese al pareggio di bilancio indeboliscono le famiglie e le loro capacità di consumo, ha commentato il presidente di Svimez, Adriano Giannola. Nel Sud – secondo il Rapporto – il tasso di occupazione giovanile (15-34 anni) è giunto nel 2010 ad appena il 31,7% (il dato medio del 2009 era del 33,3%; per le donne nel 2010 non raggiunge che il 23,3%), segnando un divario di 25 punti con il Nord del Paese (56,5%). «La questione generazionale italiana – segnala la Svimez – è oggi emergenza, allarme rosso sociale nel Mezzogiorno come in altre parti del paese». Aumentano anche i cosiddetti Neet (Not in education, employment or training)  i giovani con alto livello di istruzione che non lavorano e non studiano, quasi un terzo dei diplomati e oltre il 30% dei laureati meridionali al di sotto dei 34 anni. Fuori dal sistema formativo e del mercato del lavoro, con situazioni critiche in Basilicata e Calabria. «Uno spreco di talenti inaccettabile che aumenta di anno in anno». Dati che vanno di pari passo con la diminuzione dei consumi da parte delle famiglie. La famiglia italiana, specie quella al Sud, è in estrema difficoltà e politiche cieche e sorde non fanno altro che peggiorare questa precaria condizione.