Occupazione in Italia, stime 2013

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L’attuale debole trend dell’occupazione sembra protrarsi anche nel prossimo trimestre: è lo scenario prospettato dai datori di lavoro italiani coinvolti nell’indagine di ManpowerGroup per rilevare la propensione ad assumere personale nel periodo aprile-giugno 2013. Sulla base delle loro risposte circa le variazioni numeriche previste nei propri organici, la Previsione sull’Occupazione – a seguito degli aggiustamenti stagionali – rimane ferma a quota -11%, lo stesso livello registrato dall’indagine nel primo trimestre dell’anno. Il dato, come accaduto nei tre mesi precedenti, risulta il meno ottimista da quando lo studio viene realizzato in Italia, ossia dal terzo trimestre 2003. Se la propensione ad assumere personale rimane di fatto invariata rispetto al trimestre precedente, la Previsione registra altresì un indebolimento di 9 punti percentuali se confrontata con lo stesso periodo del 2012.

Diffusa incertezza ed estrema cautela sono gli elementi che continuano a caratterizzare il sentiment delle aziende italiane nel delineare gli sviluppi a breve termine delle proprie organizzazioni rispetto a nuove assunzioni. Tra i 1000 datori di lavoro di imprese con sede in Italia intervistati per l’indagine Previsioni Manpower sull’Occupazione ai quali è stato chiesto di dichiarare le variazioni in termini di occupazione previste nei propri organici nel secondo trimestre 2013, la percentuale di coloro i quali indicano un incremento del proprio organico si attesta al 6% mentre la percentuale di chi prospetta una riduzione è pari al 16%. Il rimanente 77% (oltre tre datori di lavoro su quattro) dichiara che la composizione del proprio staff rimarrà sostanzialmente stabile nei tre mesi a venire.

«Il nostro studio fotografa il perdurare di uno scenario occupazionale che continua a subire l’incertezza dei mercati dell’eurozona, una domanda che rimane altalenante anche a seguito delle previsioni al ribasso della crescita del nostro Paese. In questo scenario rimane costante la difficoltà delle aziende nel pianificare le proprie attività di investimento in generale, e in particolare sul capitale umano, per la scarsa visibilità a breve-medio termine» dichiara Stefano Scabbio, presidente e amministratore delegato di ManpowerGroup Italia e Iberia.«Tutto ciò si traduce in un atteggiamento attendista, mentre segnali comunque positivi arrivano dalla stabilità espressa da oltre i tre quarti dei datori di lavoro intervistati che non prevedono variazioni nei propri organici, manifestando anche l’estrema cautela con cui vengono vagliate nuove assunzioni».

Intenzioni di assunzione – quindi, trend occupazionali – con segno negativo sono riportati dai datori di lavoro in tutte le quattro macroaree geografiche d’Italia per il prossimo trimestre. Il mercato del lavoro meno favorevole è atteso nelSud e Isole e nel Nord Est, dove i datori di lavoro fanno registrare in entrambi i casi una Previsione a quota -13%. Le prospettive occupazionali nel Nord Est risultano le meno ottimiste da quando l’indagine ha avuto inizio (terzo trimestre 2003), segnando un leggero indebolimento da un trimestre all’altro e una considerevole flessione rispetto a un anno fa. Le intenzioni di assunzione più ottimiste provengono dal Centro Italia e dalNord Ovest, dove i datori di lavoro prevedono comunquemodesti incrementi nei prossimi tre mesi e fanno registrare una Previsione pari a -8% in entrambe le aree; le prospettive mantengono una sostanziale stabilità da un trimestre all’altro, mentre si indeboliscono significativamente rispetto allo stesso periodo del 2012.

Dallo studio dei singoli settori, emerge che in tutti i dieci comparti oggetto dell’indagine le intenzioni di assunzione espresse dai datori di lavoro per il periodo aprile-giungo sono negative. Il settore delle Costruzioni prospetta lo scenario occupazionale meno favorevole con una Previsione pari a -29, raggiungendo il picco negativo da quando l’indagine viene condotta in Italia e indebolendosi di 35 punti percentuali rispetto a un anno fa. Si riducono significativamente anche le opportunità di lavoro nel comparto Minerario ed Estrattivo e in quello del Commercio all’Ingrosso e al Dettaglio, dove la Previsione si attesta rispettivamente a -21% e -24%. Intenzioni di assunzione poco promettenti si registrano anche nel settoreTrasporti e Comunicazioni con una Previsione a quota -18%, mentre nel comparto Ristoranti e Alberghi la Previsione si ferma a -12%. Nel settore Manifatturiero è previsto un mercato del lavoro ancora in difficoltà con una Previsione a -9%.

Le prospettive occupazionali più ottimiste per il trimestre a venire sono espresse invece dai datori di lavoro nel compartoPubblico e Sociale con una Previsione pari a -1% che, sebbene modesta, si mantiene sostanzialmente stabile rispetto ai tre mesi precedenti e registra un lieve incremento rispetto allo stesso periodo del 2012.

«Emerge con evidenza una mancanza di fiducia, fondamento indispensabile delle relazioni economiche e sociali di un Paese e di qualunque economia, che si traduce in un sentiment di allarme e timore che arresta o compromette gli investimenti delle aziende. Se le imprese non hanno più fiducia nel mercato, non investiranno nel proprio sviluppo, di conseguenza non genereranno lavoro e, con esso, la redistribuzione del reddito funzionale al rilancio del sistema economico» sottolinea Scabbio. «Mentre gli indicatori prospettano una graduale ripresa dell’economia a partire  dal  2014, rimane noto che i positivi effetti sull’occupazione si manifestano in tempi più lunghi e le aziende, prima di tornare ad assumere, attendono una prolungata stabilità del mercato. Con il Pil italiano ancora in fase recessiva (a fine 2012 si registra una perdita di nuova ricchezza prodotta pericolosamente vicina al 2,5%), vendite in calo e ordinativi industriali in flessione, la creazione di nuovi posti di lavoro ha bisogno di essere accelerata e immediatamentesostenuta puntando sullo sviluppo di settori chiave del nostro sistema economico, primo tra tutti quello dei Servizi che, non a caso, oggi movimenta oltre i due terzi dell’economia mondiale. Turismo, cultura, energia, ambiente, servizi alla persona, ma anche finanza e telecomunicazioni: il sostegno allo sviluppo di una moderna economia dei servizi – attraverso investimenti, nuove normative, incentivi alle assunzioni e alla creazione d’impresa, elevata qualificazione dell’offerta,internazionalizzazione – può rappresentare anche in Italia quella via all’occupazione che nelle economie più avanzate ha generato negli ultimi venticinque anni la maggioranza dei posti di lavoro».

A LIVELLO MONDIALE, le Previsioni Globali sull’Occupazione di ManpowerGroup registrano le prospettive occupazionali più favorevoli in BrasileTaiwan, Turchia e India, mentre le più deboli sono espresse dai datori di lavoro in ItaliaSpagna,Grecia e Paesi Bassi.

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