Oro quotazione oggi: gli investitori lo preferiscono al petrolio

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Oro. Oro. Oro. Nel caos generale della crisi finanziaria, ogni giorno macina record, ieri oltre i 1700 dollari l’oncia. E secondo gli analisti è destinato a salire spinto dagli acquisti sicuri essendo da sempre il bene rifugio per eccellenza.

Ma è davvero tutto oro quel che luccica? O ci sono dei rischi nascosti? Primo fra tutti forse il rischio di cambio: essendo il suo valore legato al dollaro, cala con la valuta americana. Un bene rifugio quindi che non assicura un buon riparo dai cali del dollaro. L’acquisto di luccicanti lingotti, per gli europei, significa quindi un maggiore esposizione al rischio cambio, cioè alla fluttuazione della banconota nverde sul mercato delle valute. Già in passato si sono succeduti dei ribassi, riempirsi le tasche non serve e all’orizzonte potrebbero esserci altri ribassi della valuta Usa, soprattutto qualora la Fed decidesse per un altro piano di allentamento monetario. Per chi vende, poi, il prezzo non è sempre chiaro. Attenzione a calcolare sempre un 3% da togliere alla fine. Inoltre il prezzo viene dettato dall’intermediario che solitamente applica un prezzo più basso di quello in quotazione. Ciò comporta che alla vendita viene applicata una decurtazione che è intorno al 3-4% del valore del prezioso. Cautela anche con i fondi che investono nella società di estrazione tra le poche salite in Borsa nelle ultime settimane.
Di gran moda in questi giorni anche i fondi quotati, in particolare Etf ed Etc, che hanno conquistato le simpatie dei più. Ma forse pochi sanno che non tutti hanno per sottostante l’oro in lingotti. La categoria si divide infatti in Etf fisici, che quindi hanno per sottostante tonnellate di prezioso realmente custodite nei caveau di una banca depositaria, ed Etf sintetici. Questi ultimi  hanno al loro interno altri strumenti finanziari e non il metallo vero e proprio che non garantiscono un buon rifugio da un eventuale fallimento dell’emittente.