PAC Politica Agricola Comune Unione Europea: rivoluzione in corso

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La PAC è la politica agricola comune prevista dal trattato istitutivo delle Comunità. Il suo obiettivo è quello di promuovere e instaurare un mercato comune per le attività economiche dell’agricoltura: tutelare i trasporti, abolire i dazi delle dogane tra gli stati membri dell’UE, creare fondi di investimenti ed eliminare gli ostacoli che provengono da capitali, servizi e persone, sono alcuni degli “stimoli” che l’Unione Europea propone per il settore.

Da circa un paio di anni però la Commissione Europea per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale ha sottolineato come si debba gestire meglio i territori, proteggere gli ambienti e investire nell’alimentazione anche al di fuori dei soli agricoltori; il futuro della PAC in questo contesto cerca di cambiare la tendenza della riduzione degli stimoli a produrre, così come si era delineata già negli anni ’90. In questo contesto, oggi da Bruxelles è stato dato il via libera alla riforma della politica agricola europea. Si prevedono investimenti a 12 nuovi Stati membri, investimenti che vengono allargati così da 15 a 27 Stati. In quei 15 c’era anche l’Italia, che adesso si vede diminuire i contributi a sostegno dei mercati agricoli.

Gli esperti parlano di una rivoluzione in quanto negli ultimi anni i finanziamenti sono andati nelle zone ricche, erano destinati ad una agricoltura intensiva, mentre per il PAC 2014 – 2020 vedremo riconoscere l’agricoltura come bene pubblico, con conseguente estensione dei rapporti di mercato. Nei prossimi giorni le Regioni italiane avranno modo di valutare la propria posizione in merito a questa riforma delle politiche agricole dell’unione europea; gli effetti, molti dei quali collaterali, potrebbero essere anche positivi.