Paesi declassati da Standard and Poor’s 2012

standard and poor's

Pensavamo di scamparla ed invece alla fine anche questa bella mazzata è arrivata. Standard and Poor’s ha messo in atto il tanto temuto declassamento che strappa la tripla A (ovvero il giudizio di massima affidabilità sui mercati) a Francia e Austria, taglia il rating di due gradini per l’Italia, la Spagna e il Portogallo.

L’Italia quindi passa da A a BBB+ che indica, secondo l’agenzia statunitense, un’adeguata capacità di rispettare gli impegni finanziari ma una certa suscettibilità alle condizioni economiche avverse a mutamenti del quadro. Parliamo dello stesso livello di affidabilità che hanno paesi come il Perù, la Colombia, l’Irlanda, la Russia e persino il Kazakhstan. E’ la prima volta in assoluto che il debito sovrano italiano perde la A. Una decisione che porta ancora più perplessità tra i cittadini italiani, sempre più spaventati che questa crisi possa davvero arrivare al collasso.

Una scelta abbastanza severa anche se in parte attesa dal mercato, che è stata comunicata ufficialmente qualche giorno fa (giorno 13 gennaio) solo in tarda serata, alla chiusura di Wall Street. Una manovra che era prevista e annunciata e che và a indebolire gli sforzi che il nostro Paese stava facendo per cercare di consolidare l’Europa.

Già però sono stati in molti coloro che si sono irritati dopo aver saputo di questa dura decisione, prima fra tutti la Commissione europea, la quale la giudica come una manovra senza fondamento, che porta soltanto a penalizzare ancor di più l’andamento delle principali borse europee.

Infatti, non appena venuta fuori la notizia, borse e mercati sono colati a picco insieme all’Euro e lo spread ha invece subito l’ennesima impennata, andando sopra i 500 punti. A noi mancava soltanto questa ultima botta per farci completamente crollare ma noi dobbiamo sempre sperare di riuscire ancora a resistere.