Perchè i forconi in sciopero? Prezzi benzina, ma non solo

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Dalla scorsa settimana in Sicilia si sono verificati molteplici scioperi che hanno invaso adesso il resto dell’Italia fino al nord. Si tratta del così chiamato Movimento dei Forconi. Ma qual è il motivo di queste manifestazioni?

Il Movimento inizialmente sosteneva che il motivo principale fosse dovuto all’aumento spropositato del prezzo della benzina, arrivata a costare 1.8 al litro. Quello che è certo è che lo sciopero è stato deciso da Trasportounito Fiap, il sindacato di categoria e che quello che viene chiesto dagli autotrasportatori è il recupero immediato delle accise sul gasolio.

Nel volantino però vi sono tantissime altre richieste come per esempio i pagamenti certi e rapidi per tutta la filiera del Trasporto, i controlli e le sanzioni agli irregolari, lo sconto immediato al casello sulle spese autostradali. Poi vi è anche un altro obiettivo che è quello in merito al contenimento dei costi assicurativi per calmierare gli aumenti indiscriminati e l’esenzione Sistri, cioè l’obbligo di adeguamento al sistema di tracciamento dei rifiuti non pericolosi per tutte le piccole e medie imprese dell’autotrasporto.

La protesta è comunque cominciata la scorsa settimana in Sicilia, nei principali capoluoghi di provincia e presso le raffinerie di petrolio ed è stata organizzata da un’alleanza, che è stata ribattezzata con il nome Forza d’urto, di autotrasportatori, pescatori e agricoltori che contestano principalmente i prezzi dei carburanti in Sicilia, considerati i più alti d’Italia, per lo meno per quanto riguarda il diesel.

I blocchi hanno ovviamente provocato la chiusura nelle stazioni di benzina e l’esaurimento della frutta e della verdura e dei generi deperibili nella maggior parte dei supermercati, con danni stimati in centinaia di milioni di euro. Quello che dobbiamo sperare è che venga domani trovato un accordo con il Presidente del Consiglio Mario Monti che riporti la normalità all’interno del Paese.