Piano debito Usa: qualcosa non va

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Continua a tenere banco la questione dell’aumento del debito degli Stati Uniti, che da un po’ di giorni sta condizionando e in paralizzando l’intera economia globale con effetti che, se non venisse presa una decisione positiva in tal senso entro il 2 di Agosto, rischierebbe di provocare effetti disastrosi. Il passaggio alla Camera Usa, a fronte dei voti di maggioranza repubblicana, continua a non passare a causa della mancanza di quei 2/3 voti che fanno la differenza. In particolare, le due repubblicane che sembra tengano i scacco non solo il proprio stesso partito, ma i destini dell’intera economia globale, sono Michele Bachmann e l’ex governatrice dell’Alaska Sarah Palin, che fin da subito hanno palesato la loro contrarietà alla riduzione del deficit con l’innalzamento del tetto del debito pubblico.

In particolare, la Palin ha cercato di dare una dimostrazione di forza, condizionando in maniera eclatante il fallimento del voto alla Camera, grazie all’esortazione a non votare da parte dei cosiddetti ‘freshman’, cioè coloro che sono freschi di elezioni nei repubblicani. In generale, pare esserci in atto una sorta di ‘ribellione’ interna al partito repubblicano, ad opera di quello che viene definito il ‘movimento anti-tasse’, che sta letteralmente tenendo in scacco il proprio stesso partito, in una lotta di potere intestina che rischia di diventare molto pericolosa, se si considera che in gioco non ci sono soltanto giochi politici strategici, bensì i destini dell’andamento economico del mondo intero. Si spera che, durante le prossime votazioni, possa prevalere il buon senso e la responsabilità dei singoli, prima che la situazioni diventi irrecuperabile.