Piazza Affari e Wall Street oggi seguono l’America anti-Iran

barack obama

Una settimana di riassestamenti in politica non è bastata alla borsa italiana per salvare i propri indici: ieri, Piazza Affari ha chiuso a –4,74%, seguendo il trend negativo delle borse europee che hanno bruciato oltre 194 miliardi di euro; soltanto le banche europee hanno fatto registrare un calo medio del 3,5%, cifra anche più grande per le banche italiane quotate in borsa. Sempre nella giornata di ieri, però, Wall Street e la borsa francese hanno dato chiari segnali di cedimento, i numeri di Piazza Affari quindi sono da leggersi in questo contesto.

Finmeccanica in borsa ha fatto registrare una flessione di –6% (ricordiamo però lo scandalo dell’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto di recente Finmeccanica), giù anche Fiat (-6,8%, anche qui c’è da considerare la notizia della rinuncia agli accordi sindacali da parte di Fiat) e Lottomatica (-4,4%), oltre che tutte le big tra le banche quotate in borsa (Intesa San Paolo –5,6%, Unicredit –3%, Pop Emilia Romagna –7,5%).  In America, gli indici Dow Jones (-2,10%), Nasdaq (-1,92%), S&P 500 (-1,86%) hanno a loro volta risposto ad un episodio di carattere politico: il Governo Obama infatti non ha trovato l’accordo con il supercomitato che avrebbe dovuto stipulare una legge per ridurre il deficit di bilancio di 1.200 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni.

Ci sono, in America, divisioni in politica riguardanti scelte fiscali e spese del budget pubblico. Il presidente Obama, impegnato in un tour presso i principali Paesi europei, adesso ha da risolvere la briga del blocco delle banche e del petrolio iraniano. L’Iran è accusato di essersi isolato a livello internazionale, il blocco delle banche e del petrolio rientra nell’ambito delle mega-sanzioni che le forze mondiali vogliono infliggere all’Iran per la produzione di energia atomica.