Piazza Affari in rosso e banche a picco in Europa

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Dopo un timido rimbalzo in avvio il listino milanese fa indietro tutta fino a cedere un punto percentuale, maglia nera d’Europa. I più colpiti: i titoli di credito. Lo spread, parola ormai familiare eppure così mostruosa, tra BTp e Bund è intorno a 372 punti base. In mattinata le inquietudini sulla crescita mondiale e sul debito europeo hanno spinto l’oro a nuovi massimi storici: 1.920 dollari l’oncia. Il petrolio Wti scivola invece a 83 dollari (Brent a 110). L’euro perde ancora quota nei confronti del dollaro e viene scambiato a 1,405 dollari. E c’è attesa anche per l’apertura di Wall Street, ieri chiusa per il Labor Day, i contratti future sul listino statunitense indicano un avvio in ribasso di circa 2 punti percentuali.

Gli indici europei procedono contrastati dopo aver bruciato ieri 225 miliardi di euro. Il CAC 40 di Parigi ha azzerato il rimbalzo iniziale, così come il FT SE 100  di Londra. Mentre si mantiene positivo il DAX 30di Francoforte dello 0,89%. A Piazza Affari il FTSE MIB arretra dell’1% penalizzato dal sovrappeso dei bancari che vivono un’altra giornata all’insegna del ribasso. Unicredit e Intesa Sanpaolo arretrano del 2%. Banca Pop Mi  cede il 2,5% su indiscrezioni che, a causa dell’andamento dei mercati finanziari l’operazione di rafforzamento potrebbe essere rinviata o ridimensionata nel suo ammontare. “Mi aspetto che la manovra venga ulteriormente modificata con l’introduzione dell’aumento dell’Iva”, fa notare un operatore. A preoccupare è anche la situazione delle banche, l’ennesima caduta di quelle europee fa precipitare gli istituti britannici con Royal Bank of Scotland e Barclays, a lasciare sul terreno rispettivamente l’8,94% e il 7,38% dopo appena mezz’ora di contrattazioni. E la tempesta si allarga anche ai principali istituti di credito europei. Ad agitare le acque la notizia dagli Stati Uniti di un’azione legale contro 17 banche e istituzioni finanziarie, accusate di frodi antecedenti alla crisi dei mutui subprime.  L’elenco del panic selling di fine giornata è impietoso e riguarda tutta l’Europa con l’indice di settore lo Stoxx600 bancario a perdere il 5,9% zavorrando così il resto dei listini.