Piccole imprese Italia: una proposta della Lega

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Le piccole imprese come le cooperative. Questa l’idea avanzata dalla Lega per salvare la piccola e media impresa e anche un pò la base di un elettorato sempre meno verde. Piccole aziende e coop avranno pari tutela costituzionale nello stesso articolo proprio alla voce cooperative. La novità è contenuta in un emendamento della Lega alla riforma dell’articolo 41 della Costituzione presentato già qualche mese fa al governo e ora approvato in commissione Affari costituzionali della Camera. Il testo, approvato dietro il no delle opposizioni passa ora ai banchi dell’Aula e trattandosi di riforma costituzionale ha bisogno del doppio sì di entrambe le Camere.

La modifica di questo articolo aggiunge l’enunciato secondo cui “é permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge” attraverso il quale “l’iniziativa e l’attività economica privata è libera”. Questo per slegare i tanti lacci e lacciuoli dell’economia, restano tuttavia i limiti previsti dall’attuale emendamento, ossia che l’attività economica non può essere praticata “in contrasto con l’utilità sociale, con i principi fondamentali della Costituzione o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Le modifiche dovrebbero rimuovere il regime delle autorizzazioni e delle concessioni a vantaggio dei controlli successivi. Tuttavia la commissione Affari costituzionali ha introdotto ben altre due novità riguardanti le piccole imprese: un emendamento Pdl a firma di Isabella Bertolini, Peppino Calderisi e Andrea Orsini ed uno del leghista Pierguido Vanalli. L’emendamento del gruppo di liberisti del Pdl stabilisce che le leggi disciplinanti le attività economiche possono intervenire “unicamente” ad evitare “la formazione di monopoli pubblici e privati”. Sono per cui esclusi limiti di altro genere e viceversa, inoltre non legifera nulla a proposito dei mercati chiusi e delle posizioni dominanti, come sottolineato da Linda Lanzillotta di Api.