Poker e borsa: da grinder a broker

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Poker e borsa non sono poi tanto differenti: serve cinismo, sangue freddo, abilità, capacità di valutazione, sapere quando vale o non vale la pena rischiare. E’ per questo motivo che fra il mondo del trading e quello del poker c’è un forte legame, spesso infatti capita di vedere professionisti passare da un mondo all’altro, quasi come se fossero la stessa cosa.

Kathy Lieber, prima di diventare una giocatrice di poker professionista, aveva conseguito una laurea in economia, poi ha lavorato per la Dun & Bradstreet (la più grande banca dati relativa al buisness che esista al mondo). Lei, della sua scelta non si è certo pentita vista la carriera da giocatrice. Ma c’è anche chi ha scelto il senso opposto: è il caso di Aaron Brown, che dal gioco del poker è passato a lavorare come risk manager.

A primo impatto potrebbero sembrare mere coincidenze, ma Brandon Adams, impegnato in ambito accademico nel dipartimento di Economia di Harvard, toglie ogni dubbio spiegando quanto un certo tipo di attività economica sia correlata con il gioco del poker: “Dove il 95% delle persone perderebbero il loro denaro, loro sono capaci di non farlo”, spiega Adams parlando dei migliori broker, alcuni dei quali, secondo Adams, “Sarebbero anche abili professionisti di poker”.

Thomas Wahlroos con un notevole cambiamento non ha lasciato spazio al dubbio riguardo i margini di profitto delle due professioni: da ex giocatore di poker, si è lanciato in borsa raggiungendo un profitto di ben 15.000.000$! Mica male.

Ad oggi sono tantissimi i giovani che si avvicinano al poker tentando di scalarne i livelli grazie a sessioni di studio e ricerca costante di informazioni nuove, un po’ come succede in borsa. Basti pensare che nella poker room più grande d’Italia, PokerStars.it, ogni giorno migliaia di giocatori, perlopiù fra i 18 e i 35 anni d’età, si affrontano ai tavoli virtuali. Molti sono riusciti a fare del poker la propria professione, dimostrando capacità intuitive e matematiche, cinismo, sangue freddo ed efficienti metodi decisionali in situazioni dove lo studio delle probabilità potrebbe trarre in inganno. E sono proprio queste le qualità necessarie ad un giocatore di borsa. In fondo, sempre di un “gioco” si tratta.