Poker Online: il no al mercato unico frena gli investimenti

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Un mercato unico regolamentato all’interno del settore del poker online legale ; questa l’intenzione degli Stati aderenti all’Unione Europea che si sono riuniti Bruxelles durante la scorsa settimana. Il progetto di creare un settore unificato aveva mosso i primi passi negli scorsi mesi con l’approvazione del Libro Verde sul gioco online e con la proposta dell’Aams di creare una Black List condivisa come strumento di controllo interstatale del settore.

Dalla riunione, però, non sono emerse buone notizie; la difficoltà principale nasce dalle possibili limitazioni al potere regolamentare interno in materia che , così some avviene per altri settori, potrebbero essere introdotte anche per il gioco online ed inoltre esistono seri problemi relativi ai regimi di tassazione differenziata da Stato a Stato. Seduta aggiornata a Settembre e finita dunque con uno stop momentaneo ad un progetto che potrebbe, invece, creare nuovi stimoli e spunti di investimento.

Per il gioco online il rinvio sembra solo momentaneo considerando che i primi passi sono stati fatti e che comunque l’UE esige da tempo l’emanazione di linee guida comuni a tutela dei giocatori e volte a contrastare fenomeni quali la ludopatia o l’accesso al gioco da parte dei minori che necessitano fortemente di una stretta collaborazione tra istituzioni governative. Per quanto riguarda il poker, invece, sembra che il progetto abbia subito un vero e proprio stop dovuto anche in questo caso alla difficoltà di allineare le diverse misure fiscali adottate dagli Stati membri.

L’Italia, leader nella regolamentazione della disciplina, è attualmente alle prese con una lieve flessione del settore, causata dallo spostamento dei giocatori sui siti esteri ed una normativa generale di stampo comune potrebbe essere un bene per gli investimenti futuri; la maggior parte degli appassionati di poker online gioca sui siti.it, tuttavia molti amanti dei casino online preferiscono i punto com con un grave danno per lo Stato e per gli stessi giocatori privi di tutela. Il mercato unico deve aspettare ma gli esperti concordano nel definire il progetto come una vera e propria calamita per gli investimenti.