Portare oro e conti correnti in Svizzera

lingotto

L’incertezza sulla tenuta dell’euro costringe gli italiani a portare tutto in Svizzera.

Lingotti d’oro, capitali, tutte le cose che abbiamo paura che in Italia possano fallire, vengono trasferite oltre il confine. Quello che sta accadendo negli ultimi mesi, in Italia, è un vero e proprio exploit delle esportazioni di lingotti d’oro a partire da agosto, con un’ulteriore impennata a settembre ma anche nel mese di ottobre. Un flusso davvero continuo tanto che la Svizzera è al primo posto per la crescita delle esportazioni italiane. Parliamo di percentuali alte, si tratta del 30-40 per cento in totale: solo in settembre hanno oltrepassato il confine più di 13 tonnellate di lingotti, quasi il doppio rispetto a settembre 2010 e della media dell’ultimo anno. Voglia di tentare di proteggere quello che sino ad ora si è riusciti a mettere da parte, con lo scopo di sottrarre capitali alla probabile imposizione patrimoniale e allo stesso tempo salvarli dal rischio di default dell’euro. Da quando le esportazioni sono però aumentate in misura così massiccia, è nato un problema. Da qualche mese il canton Ticino ha infatti comunicato che le cassette di sicurezza sono ormai esaurite e quindi l’oro fisico acquistato attraverso la banca non viene ritirato e viene tenuto in deposito presso l’Istituto di credito che lo inserisce nel conto patrimoniale del cliente. Ovviamente se questo conto è cifrato, l’oro viene protetto da eventuali interventi fiscali da parte italiana come se fosse in una cassetta di sicurezza. Se però la banca fallisce, il cliente non ha nessuna garanzia.

Occhio a non farvi prendere troppo dal Canton Ticino, forse la soluzione migliore è tenersi tutto sotto il materasso.