Portogallo: raggiunto l’accordo per salvare le casse lusitane

Il Portogallo è salvo. Sono stati svelati finalmente i termini del piano di salvataggio del Portogallo. Si conclude in questo modo il terzo salvataggio di un paese della zona euro, dopo Grecia e Irlanda. Tra le cause che hanno portato il Portogallo sulla soglia della bancarotta la crisi di governo a marzo, che ha portato a un forte rialzo del costo del debito.

L’annuncio relativo all’accordo è arrivato ieri sera. L’accordo in questione trovato tra Lisbona , Unione europea, Fondo monetario Internazionale e BCE è basato su un piano di interventi da 78 miliardi di euro, due in meno rispetto alle previsioni.

José Socrates, ex primo ministro lusitano, ha definito l’accordo una buona intesa, focalizzando l’attenzione sul fatto che le condizioni imposte al paese sono meno pesanti rispetto a Grecia e Irlanda.

Il piano, in breve, dovrebbe durare tre anni, e dovrebbe portare il deficit di bilancio, come percentuale del Pil, al 5,9% nel 2011, al 4,5% nel 2012 e al 3% nel 2013.

Inutile aggiungere che il piano di salvataggio, come avviene sempre in questi casi, porterà con sé una serie di ristrettezze economiche che andranno a pesare sul popolo.

Per il definitivo ok sul piano bisognerà però attendere il prossimo 17 maggio, quando è prevista la riunione dell’Ecofin.

Secondo le regole, il pacchetto deve essere approvato all’unanimità dai ministri finanziari europei.

Preoccupa l’incognita finlandese. Il partito nazionalista Veri Finlandesi, difatti, uscito vittorioso dalle ultime elezioni politiche, ha minacciato di non votare in Parlamento in favore di Lisbona.
Ma la sensazione è che il piano salva Portogallo sia ormai certo.