Pressioni sul debito sovrano: quando lo spread del Btp sale a quota 200

Le preoccupazioni sul futuro dell’Euro hanno pesato, nella giornata di ieri, sugli spread dei titoli di stato: analizziamo nel dettaglio cosa è successo, con particolare riguardo al nostro paese.

Sfumata rapidamente l’ondata di ottimismo che aveva seguito l’approvazione del piano di intervento in Irlanda, tornano le pressioni e così sale a 201 punti base lo spread fra i Btp italiani e il Bund tedesco, per la scadenza a dieci anni. Determinanti le voci, poi risultate infondate, che volevano un’asta del Tesoro andata diserta.

I quasi 7 miliardi di Btp sono invece stati collocati interamente, nonostante i rumors, ma ad un tasso più alto. La richiesta tocca i 9,1 miliardi e i rendimenti salgono spinti dalla speculazione: i Btp decennali rendono il 4,43 lordo (3,93 netto) annuo, i triennali il 2,86% (2,56%) mentre i Ccteu il 2,34% (2,08%). L’Italia dovrà comunque tornare sul mercato entro la fine dell’anno, ma è già stato annunciato che l’asta di metà dicembre si farà solo per i titoli a brevissimo termine: 12 mesi o forse solo trimestrali.

Ora l’attesa è per l’asta spagnola di giovedì, dove la speculazione la farà probabilmente da padrona. Il Belgio comincia a risentire delle pressioni , mentre restano stabili gli spread, elevatissimi, di Portogallo, Irlanda e Grecia.

Lo spread Btp-Bund Tedesco aggiornato a ieri (Bloomberg)

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