Prezzi petrolio in calo dopo il record di ieri

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I prezzi del petrolio sono in calo negli scambi mattutini in Asia, dopo il record toccato ieri. Evidentemente anche loro sono stati penalizzati dalla crisi del debito nella zona euro.

Le quotazioni petrolifere sono contrastate e poco mosse sui mercati asiatici. Le paure riguardano in particolare la Spagna, con i rendimenti spagnoli che alla vigilia hanno toccato i record storici. Il Wti consegna dicembre perde 49 centesimi a 98,33 dollari al barile e la stessa consegna sul Brent cede 30 centesimi a 107,71 dollari al barile. Il Brent di Londra, invece, anch’essa in calo per i timori legati alla crisi dell’eurozona, cede 29 centesimi a 111,59 dollari al barile. Le quotazioni del petrolio statunitense ritracciano dopo il +3,24% messo a punto ieri e si riportano sotto quota 101 dollari al barile. In questo momento il derivato con consegna dicembre 2011 scambia in rosso dell’1,7 per cento a 100,85 dollari. Era dallo scorso giugno, dalla notizia dell’inversione del flusso nell’oleodotto Seaway (che collega Cushing con il Golfo del Messico) che non si vedevano quotazioni di questo genere. Da oggi in poi il greggio viaggerà in direzione Golfo del Messico contribuendo così a ridurre la pressione, facendo quindi scendere le scorte dell’hub nord-americano. Dopo aver preso atto di questa notizia, JP Morgan ha annunciato di aver incrementato le stime sul prezzo del petrolio statunitense, il West Texas Intermediate, per il 2012 da 97,5 dollari a 111 dollari. Secondo la banca statunitense il WTI salirà a quota 110 dollari al barile nel 2012 ed a 118 dollari nel 2013.

Questi numerosi dati sono difficili da decifrare. Noi vogliamo che la benzina torni ad avere dei prezzi abbordabili. Quanto accadrà?