Prezzo del petrolio in forte discesa, continua la tendenza

La scorsa settimana il prezzo del petrolio ha fatto registrare il calo più consistente da tre mesi a questa parte, un collasso causato dalle pressioni cinesi, soprattutto delle banche che cercano di accaparrarsi più oro nero possibile, in modo da frenare il rialzo dei prezzi che ha seguito la crescita economica galoppante. I prezzi di beni e servizi avevano infatti superato la soglia guardia del 3%.

Così, mentre il governo cinese intimava alle banche di fare cassa di maggiori riserve di fondi, per cercare di contenere una possibile (e temuta) bolla degli asset, le quotazioni dei futures sul greggio calavano dello 0,4%, con il prezzo che toccava 81,51 dollari al barile. La notizia è che il trend potrebbe continuare anche questa settimana.

Si calcola che, ai ritmi attuali di crescita economica, il consumo di petrolio nella Repubblica Popolare si destinato a salire del 9,5% nel prossimo anno. Ma la crescente inflazione cinese preoccupa un po’ in tutti i settori, specie dove fa paura il probabile taglio dei tassi di interesse che il governo cinese potrebbe operare, e sui cui si è già scatenata l’inflazione.