Processo Berlusconi Ruby, sentenza senza rinvio a giudizio

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Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi oggi è stato al Tribunale di Milano per via del processo che lo accusa di prostituzione minorile ai danni di Karima El Mahroug, per tutti “Ruby Rubacuori”, la ragazza marocchina che tra il febbraio e il maggio 2010, ancora minorenne, sarebbe stata pagata per prestazioni sessuali. Gli inquirenti accusano anche il reato di concussione (abuso d’ufficio) commesso da Berlusconi in merito al fermo di Ruby.

Le intercettazioni telefoniche proverebbero l’esistenza del reato: il 27 maggio 2010, Ruby viene arrestata dalla polizia per furto di 3.000 euro; Berlusconi telefona più volte, affermando che la ragazza era legata al presidente egiziano Hosni Mubarak, chiedendo che fosse poi affidata alla custodia della segretaria regionale Nicole Minetti. L’indagine penale nei confronti di Berlusconi nasce nel gennaio 2011, arrivando a toccare, come scrisse il Telegraph a suo tempo, “un’ampia rete di sfruttamente della prostituzione per partecipare a party di carattere sessuale presso la Villa Arcore”.

Arriviamo ad oggi, circa 5 ore di riunione sono state affrontate in Camera di Consiglio presso la quarta sezione del Tribunale di Milano. I legali del Premier avevano richiesto la sospensione del processo, citando il caso di Abu Omar, per il quale il processo fu sospeso per via del segreto di Stato che passò sotto gli esami della Consulta. Il collegio ha dichiarato essere “irrilevante e manifestatamente infondata la questione di legittimità costituzionale” che le difese di Berlusconi hanno sollevato per chiedere il rinvio a giudizio. In Italia il reato di pagamento per fare sesso con una minorenne arriva fino a 3 anni di reclusione; con tutte le altre accuse in corso nel merito della medesima udienza, Berlusconi rischia fino a 15 anni. Il Tribunale è stato accusato dai legali del Premier di dare uno “schiaffo alla Costituzione italiana”.