Quanto rischiano i risparmiatori italiani?

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La manovra finanziaria pesa non solo sui portafogli degli italiani ma anche sui loro risparmi. Le nuove aliquote sono lo spauracchio di famiglie e investitori. Le prime conseguenze della riforma si potranno toccare con mano a gennaio 2012, dove si verificheranno i rendimenti netti di alcuni strumenti di risparmio, senza comunque toccare altre leve.

Nessun cambiamento per quanto riguarda i titoli di Stato, sia italiani che esteri, né per un prodotto che tanto piace alle famiglie, come i cari e vecchi buoni postali. Per questa tradizionale forma di investimento rimarrà inalterata la tassazione favorita dal 12,5% anche se per i titoli del Tesoro questo prelievo verrà applicato soltanto sulla cedola. Mentre tutti gli altri strumenti subiranno una tassazione del 20%, alcuni abbassandosi addirittura a questo livello dal 27% applicato in precedenza, altri invece salendo rispetto alla quota 12,5% di prima. Ciò significa che nel rimescolamento generale ci sono prodotti agevolati rispetto ad altri penalizzati da novità di questo genere. Solo per fare un esempio, se fino ad ora l’investimento in un obbligazione societaria pagava il 4,5% lordo, con il passaggio dell’aliquota al 20% questo tipo di strumento offre un rendimento netto del 3,6% . A beneficiare di questa situazione saranno di sicuro gli investimenti in titoli di Stato, che offriranno anche il conto deposito, ed in particolare quello vincolato a d’interesse più alti che oggi toccano punte del 4,57% lordo. A rimetterci saranno anche i Pronti contro termine, Pct, lo strumento che passa attraverso i conti online. La nuova tassazione del risparmio, infatti, farà aumentare il prelievo al 20%. Inoltre anche altre forme di investimento quali le azioni, i dividendi, gli Etf, i certificati e i fondi comuni d’investimento saranno soggetti ad un aumento dell’aliquota. Una via di fuga per chi guarda ai fondi d’investimento potrebbe sempre venir fuori come conigli dal cilindro del mago.