Rai: brusco calo delle entrate del canone

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L’incasso derivato dal pagamento del canone Rai, secondo il Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, è stato di 938 milioni di euro. Cosa c’è di strano? A prima vista niente. Ma confrontando il dato con quello dell’anno precedente, ci si rende conto che qualcosa non va.

Ci sono circa 562 milioni di euro in meno rispetto al corrispondente periodo dell’anno scorso, un calo del 37,5%.
Viale Mazzini non ci sta, e replica alle informazioni rilasciate dal Dipartimento delle Finanze, sostenendo che i dati riportati da quest’ultimo sono errati.

Il direttore generale Masi parla addirittura di un incremento di 15 milioni rispetto al corrispondente bimestre del 2010.
Ma la polemica ormai è scoppiata. Se i dati del ministero fossero confermati, equivarrebbero a una vera fuga di telespettatori, forse anche peggio, a un’evasione fiscale di massa degli abbonati. Difficile capire chi abbia ragione.
Secondo la dirigenza della Rai, in gennaio e febbraio, le entrate da canone hanno avuto un incremento di oltre 15 milioni rispetto al 2010.

E allora come si spiegano le cifre rilasciate dal ministero delle entrate? Sommando, tra il meno 562 e il più 15, ci sono in gioco 577 milioni, non una cifra da poco.
Insomma, un mistero bello e buono, che dovrà essere risolto nel minor tempo possibile.

Quello che è certo, comunque, sono i conti in rosso della Rai. Dal 2009, infatti, lo sprofondo rosso in Viale Mazzini è stimato intorno agli 80 milioni di euro. Insomma, la Rai non può certo permettersi altri buchi.