Rating: a Moody’s non è piaciuto il supervertice UE di Bruxelles…

Moodys

I risultati dell’incontro al vertice dei  Paesi dell’Eurozona non convince Moody’s. L’agenzia di rating statunitense ha intenzione di rivedere i loro rating nel primo trimestre del prossimo anno.  L’agenzia a stelle e strisce boccia il summit di Bruxelles che ha aperto una profonda frattura tra la Gran Bretagna e la UE, senza esser riuscito a prendere decisioni fondamentali per stabilizzare i mercati sul breve termine, così la pensano gli analisti di Moody’s lasciando l’Eurozona esposta a nuove scosse che potrebbero minare la stabilità della stessa moneta unica.
Così a Milano, il Ftse Mib arretra del 2 per cento: particolarmente colpiti dalle vendite sono i titoli bancari e finanziari. Mps cede il 5,67 per cento, Bpm il 3,06 per cento, Ubi il 3,5 per cento,  Unicredit il 3,25 per cento,  Banco popolare il 3,42 per cento e Intesa Sanpaolo l’1,96 per cento. Giù anche Terna (-5,65 per cento) e Fonsai (-5,81 per cento). Positive, Parmalat (+0,55 per cento) e Pirelli (+0,44 per cento).
Nel resto del Vecchio Continente Francoforte cede l’1,7 per cento, Londra lo 0,7 per cento e Parigi l’1 per cento. In Italia non diminuisce la tensione sul debito pubblico con lo spread tra Btp e Bund arrivato oltre 450 punti, e con i titoli di Stato italiani che rendono oltre il 6,5 per cento. Secondo la Banca dei regolamenti internazionali (Bri) i costi sul debito italiano peseranno per lo 0,95 per cento del Prodotto interno loro nel prossimo anno se i tassi torneranno al record del 7,48 per cento. Nello scenario peggiore, con una durata di tre anni, i costi sul debito saliranno al 2 per cento del Pil.