Rating Italia Stand and Poor’s: declassati!

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Standard and Poor’s taglia il rating sul debito italiano, declassandolo da A+ ad A e motiva così la decisione: “La situazione politica e la fragilità della coalizione di governo in Italia limitano la capacità di risposta dello Stato nell’affrontare la crisi, così come la debolezza della crescita economica”.

In un’altra nota si S&P si legge: “La fragile coalizione di governo e le differenze politiche all’interno del Parlamento continueranno probabilmente a limitare l’abilità dell’esecutivo a rispondere con decisione a un contesto macro-economico interno ed esterno difficile”. La famosa agenzia di rating americana ha dequalificato il debito sovrano dell’Italia, sia a breve che a lungo termine, passando da “A+” ad “A” e da”A-1+” ad “A-1″. Una visione totalmente negativa. Il declassamento, secondo S&P riflette l’assenza di una prospettiva di crescita del nostro paese.

Per Standard and Poor’s gli obiettivi fissati dal nostro governo attraverso la manovra sono difficili da raggiungere, a cominciare già dai 60 miliardi di risparmi. In un’altra nota ancora, si legge: “il tentativo di risposta politica del governo italiano alle recenti pressioni dei mercati suggerisce il prosieguo di una incertezza politica sui mezzi con cui affrontare le sfide economiche dell’Italia”.

Per l’agenzia di rating S&P, la classe dirigente italiana è riluttante ad affrontare questioni chiavi, come ad esempio la rimozione degli ostacoli strutturali alla crescita, il bassissimo tasso di partecipazione al lavoro e ai mercati dei servizi. La grave conseguenza di questo pericoloso atteggiamento è che il debito italiano, già piuttosto elevato, possa crescere ancora. Se si realizza questa ipotesi, Standard&Poor’s avverte “potremmo abbassare nuovamente il rating di lungo e breve termine”. Naturalmente Piazza Affari risente profondamente di questa decisione in apertura.