Rating Italia Standard e Poor’s 2011

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Lo scorso fine settimana Standard and Poor’s, una delle tre grandi agenzie di rating mondiali ha rivisto ed abbassato l’outlook dell’Italia da stabile a negativo. Nel  testo integrale, tra le motivazioni dell’agenzia di rating, troviamo: il rischio che l’elevato indebitamento pubblico possa persistere nel tempo, le deboli attuali prospettive di crescita dell’Italia e l’incerto impegno politico nelle riforme tese a migliorare la produttività e lo stallo politico che contribuisce ad uno slittamento delle riforme fiscali. Di conseguenza, S&P ritiene che le prospettive di una riduzione del debito pubblico italiano siano diminuite, ciò implica una probabilità del 33% che i rating vengano abbassati entro i prossimi 24 mesi. Allo stesso tempo S&P conferma i rating sovrani a breve e lungo termine ad ‘A+/A-1+.

Il rating sul rischio di trasferimento e convertibilità fondi invece rimane ‘AAA’. Decisioni motivate in un comunicato e giustificate con le “deboli attuali prospettive di crescita e incerto impegno politico” parole che pesano come macigni sulle teste di contribuenti e cittadini, che dovranno fare i conti con la dura realtà, mentre la politica deve ancora risvegliarsi dallo shock credendo che sia ancora un brutto sogno. Manca la consapevolezza, da parte dei nostri politici, della gravità della situazione. Il ministero dell’Economia affida la sua risposta a una nota: “L’Italia è stata, è, e sarà un paese con risorse economiche e politiche tali da fargli sempre rispettare gli impegni presi”. Quanto all’analisi dell’agenzia di rating, si sottolinea che “l’unico elemento nuovo, pare costituito dal rischio di una possibile ‘paralisi’ politica. Questa è da escludere in assoluto”. E non finisce qui. Dopo la decisione, discussa e contestata, di Standard and Poor’s di tagliare l’outlook dell’Italia da stabile a negativo, la stessa agenzia di rating ha tagliato a negativo anche l’outlook di Poste Italiane e l’outolook della Cassa Depositi e Prestiti, oltre a quello di alcuni importanti enti locali.