Rating Moody’s, perché l’Italia e le sue banche vengono punite?

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Recentemente mi sono imbattuto nelle previsioni economiche per l’Italia e sono rimasto colpito da ciò che ho riscontrato – specialmente visto il livello attuale della rendita dei bond governativi italiani.

Senza esitazioni, la maggior parte degli investitori ritiene l’Italia un “paese problematico”, come Spagna, Irlanda, Portogallo e Grecia. Ma, osservando la previsione relativa al saldo di bilancio come percentuale del PIL nel 2012 e 2013, l’Italia è al secondo posto, superata solo dalla Germania. Chi l’avrebbe mai detto?

Inoltre, è interessante notare che sia Italia che Portogallo sembrano pagare un tasso di interesse relativamente più alto sui bond governativi a 10 anni rispetto ad altri paesi per i quali è previsto un deficit di bilancio. Credo che in molti rimarrebbero sorpresi nel notare questa enorme divergenza.

È raro che nell’Eurozona i media si focalizzino sulle buone notizie. Ad esempio, non è stato detto molto sul fatto che l’Irlanda tornerà presto nel mercato dei bond come emittente di titoli di debito governativi. Allo stesso modo, il governo tecnico italiano ha implementato riforme con ampio supporto da parte dell’opposizione politica e della popolazione in generale, ma non è stato ancora dato il giusto peso ai cambiamenti. Nonostante tutto, in Italia questa serie di riforme sta portando buoni risultati, stando a quanto constatato nelle previsioni per il 2012 sul saldo di bilancio in percentuale rispetto al PIL. Mi sembra che l’Italia sia sulla buona strada, se paragonata ad altri paesi, la Spagna ad esempio.

Viste tutte queste osservazioni positive, perché allora l’Italia paga il 6% sui suoi bond governativi a 10 anni? La mia opinione è che l’Italia, in gran parte, venga ancora ritenuta parte del gruppo formato da Spagna, Irlanda, Portogallo e Grecia – sebbene, stando ai numeri, il suo posto dovrebbe essere preso forse dalla Francia.

Tuttavia, ci sono alcuni problemi chiave che mettono pressione sui bond italiani. Uno è il sistema bancario italiano, che potrebbe necessitare di una nuova iniezione di liquidità – una situazione simile a quanto successo in Spagna. Un altro problema è il rapporto debito-PIL in Italia, che è tra i più alti in Europa. Ma questo dovrebbe essere un problema considerando che la maggior parte del debito sovrano è reimpiegato (di solito per investimenti sulle pensioni e sulle compagnie assicurative) che il deficit di bilancio si sta restringendo e il rimborso del debito è a buon punto? Inoltre, la proprietà della maggior parte del debito italiano è detenuta all’interno del paese – al contrario di quanto accade in Francia – cosa che lo rende più stabile.

Se la percezione sull’Italia dovesse cambiare e la pressione sulle banche dovesse allentarsi, allora il FTSEMIB e i bond governativi italiani potrebbero rappresentare un buon investimento nel breve periodo.

Ringraziamenti: http://it.saxobank.com/