Referendum 2011 Italia: il “non voto” di Berlusconi

silvio

“Penso che non mi recherò a votare. È un diritto dei cittadini decidere se votare o meno per il referendum”. Queste le ultime dichiarazioni del premier Silvio Berlusconi. Le opposizioni insorgono: Antonio Di Pietro dice che “Berlusconi non rispetta la costituzione e non poteva fare una dichiarazione più adatta per scoraggiare la partecipazione popolare al Referendum. Ma si dovrebbe ricordare che anche Craxi fece la stessa scelta e a quanto pare non gli è andata poi tanto bene …”.  “Se non va a votare lui, ci andranno gli italiani”. Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commenta l’annuncio. In un colloquio con i giovani universitari, Bersani ha ribadito che “il voto è nel merito dei quesiti, non pro o contro Berlusconi”. Il presidente ha inoltre dichiarato che “Nonostante l’appeal che la vita privata ha su alcuni di noi, dovrete sopportarci fino al 2013”. Parola di Silvio, che in conferenza stampa a Palazzo Chigi annuncia la legge delega sulla riforma del fisco entro l’estate o anche prima. Quanto ai confronti con Bossi e Tremonti sull’argomento, dice: “Ne abbiamo ripetutamente parlato in termini rispettosi e civili”. Inoltre dichiara a breve una manovra da 3 miliardi. Non si tratta di nulla di preoccupante, ha aggiunto, si tratta di aderire alla indicazioni della commissione Ue. “Non temo nessuna cosa. All’interno del Pdl c’è assoluta tranquillità” ha concluso.

Secondo Berlusconi, il motivo della sconfitta alle ultime amministrative sarebbe legato alla presentazione della politica da parte dei media. Ma dagli ultimi focus risulta che il 50% dei motivi che hanno spinto gli italiani verso quel risultato elettorale è il disgusto per la classe politica. Basteranno questa volta le parole rassicuranti del premier e le sue promesse a placare gli animi all’interno del centro destra? Sulla questione ministeri al Nord, Berlusconi ha chiarito che non è un trasferimento di ministeri, ma si tratta solo di uffici di rappresentanza, confermando inoltre la nomina definitiva a segretario Pdl di Alfano, che avverrà intorno ai primi di luglio. Tutto sotto controllo, insomma, eppure ci pensa l’Economist a dare ulteriori scosse, il settimanale londinese titola “L’uomo che ha fregato un intero paese” e dedica uno speciale di 14 pagine. Autore, il giornalista John Prideaux “l’Italia non è riuscita a crescere, il berlusconismo si è rivelato un disastro dal punto di vista economico, al di là di tutti gli scandali che hanno coinvolto Berlusconi”.  Una bocciatura piena e senza esami riparatori. In attesa di conoscere la replica sui giudizi oltremanica, il governo va sotto anche al Senato, ramo del Parlamento in cui il centro destra conserva ancora ampi margini numerici, che si sono rivelati inutili nella votazione del provvedimento anticorruzione. Un altro boccone amaro per Pdl e Lega, oltre alla mancata estradizione di Battisti dal Brasile, altra tegola caduta in testa.

Il giornalista dell’Economist si concede alla fine del suo articolo anche un consiglio ironico ai limiti del consentito esortando tutti gli italiani “a svegliarsi la mattina bevendo una tazzina in più del meraviglioso caffè che sanno fare”.