Referendum 2011 nucleare, acqua, legittimo impedimento: countdown!

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Ultima settimana, il 12 e 13 giugno si vota per il referendum. Nella giornata di domenica dalle 08.00 alle ore 22.00 e il lunedì successivo dalle ore 07.00 alle 15.00. Il problema dei referendum è il raggiungimento del quorum e in Italia non viene superato da 16 anni. Al di là delle indicazioni dei partiti, il punto nodale è proprio come informare al meglio i cittadini. Alcuni importanti tg hanno ignorato i referendum tanto che la stessa Agcom ha comminato sanzioni alla Rai al fine di trattare in maniera esauriente l’argomento.

I quesiti più caldi sono quelli in materia di acqua e nucleare. Gli interessi economici che ruotano attorno l’affare atomico vanno oltre i 30 miliardi di euro. Saremo chiamati ad esprimerci su quattro quesiti all’interno di un referendum abrogativo. Per legge affinché i referendum abrogativi abbiano effetto, occorre che la percentuale dei votanti raggiunga il 50% più uno degli aventi diritto al voto, il cosiddetto quorum senza il quale il referendum è nullo. Essendo abrogativi, se volete ad esempio dire No al nucleare, occorre votare Si, sembra incoerente ma è così: si dice SI  per abolire un decreto-legge. È questo infatti un punto che genera sempre molta confusione, ma una volta capito il meccanismo è facile, come quando si risolve un rompicapo, quando hai capito la mossa chiave lo risolvi in pochi secondi. Il primo quesito, scheda rossa, è quello sulla privatizzazione dell’acqua, oggetto anche del secondo quesito, scheda gialla, che riguarda in particolare le modalità di affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Ci si deve pronunciare sia sulla privatizzazione che sulla norma secondo cui i privati possono stabilire una propria tariffa per il servizio idrico. Il terzo quesito (scheda grigia) è quello sul nucleare. Tema assai dibattuto in questi mesi e oggetto di analisi in cassazione che si è pronunciata proprio qualche giorno fa. Un quesito che scotta, soprattutto dopo quanto è accaduto in Giappone, particolarmente lungo e articolato, punta ad abrogare la norma per la realizzazione sul nostro territorio di impianti di produzione nucleare. Un interessante spunto di riflessione lo pone un paese nucleare avanzato come la Germania, nonché nostro vicino, che ha già pianificato un preciso e dettagliato programma di smantellamento di tutte le sue centrali, mentre noi ci stiamo interrogando, molto all’italiana, se “sa da fare” o meno senza nessun apporto davvero critico in tal senso sia favorevole che contrario. Legittimo impedimento, scheda verde chiaro, è l’ultimo quesito e riguarda l’istituto giuridico che permette all’imputato in un processo di giustificare, in alcuni casi, la propria assenza in aula, ed è quello che ha le conseguenze politiche più rilevanti. Un punto molto controverso che contrasta il principio secondo cui La legge è uguale per tutti.

Democrazia diretta questo è in sintesi il significato del referendum. Un momento particolare della nostra attività politica, attraverso cui il cittadino viene consultato in prima persona su temi specifici. Senza intermediari, consente a tutti di pronunciare il proprio parere. Ma non senza polemiche riguardo ad esempio la manipolazione e le derive plebiscitarie a cui un contesto del genere può andare incontro. Se non altro, queste settimane di dibattito referendario hanno avuto il merito di ri-avvicinare e ri-appassionare tanta gente alla cosa pubblica, più che alla politica. A tornare ad interessarsi da vicino delle problematiche che riguardano le nostre vite, a guardare con la lente d’ingradimento come non siamo più abituati a fare da tempo.